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Milano, spunta piano da 5 milioni per il ritorno del Leoncavallo. FdI: prima ripaghino Stato e Comune

Foto:  Ansa

Luigi Frasca
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Il Leoncavallo vuole tornare nei locali occupati e poi sgomberati dopo anni di tolleranza delle istituzioni. Oltre a voci di una nuova occupazione, c'è un piano da cinque milioni di euro per comprare l'ex stamperia di via Watteau dove, fino ad agosto 2025, aveva sede il centro sociale Leoncavallo. Volti dell'operazione l'ex consulente d'azienda Sergio Cusani e lo scrittore Pino Tripodi, alfieri di un gruppo di imprenditori interessati al progetto che prevede l'acquisto degli immobili. Al momento l'offerta non è stata presa in considerazione dalla proprietà, il Gruppo Cabassi. 

Piano che fa indignare Fratellli d'Italia. "Apprendo dalle notizie di stampa che i Centri Sociali che occupavano la ex sede del 'Leoncavallo', avrebbero offerto alla proprietà dello stabile di via Watteau 5 milioni di euro per riavere il sito, sgomberato lo scorso agosto. Questi violenti e abusivi anarchici pluridecennali prima di avanzare una ipotesi di questo tipo provvedano a risarcire lo Stato dei 3,3 milioni di euro che ha pagato per colpa loro e corrispondano al Comune gli 805mila euro di tari mai pagata negli anni", osserva il deputato di Fratelli d'Italia Riccardo De Corato. "Inaccettabili le dichiarazioni di Daniele Farina (storico leader del Leoncavallo, ndr) che ha evidenziato, in merito alla possibilità di nuove occupazioni, che 'nulla è escluso' dimostrando ancora una volta arroganza e mancanza di rispetto ". 

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