camici della vergogna

Medici e migranti, FdI: "Le visite anti-Cpr parte di un disegno contro il governo". La nostra inchiesta

Gianni Di Capua

«Credo che esista un filo rosso che collega ideologicamente chi vorrebbe ostacolare questo governo sull’immigrazione. In cui rientrano anche i presunti falsi certificati anti-rimpatri». La deputata di FdI Sara Kelani risponde così a chi le chiede se l’indagine sugli otto medici di Ravenna, raccontata in una lunga e dettagliata inchiesta su Il Tempo, faccia parte o meno di un «sistema» più ampio di opposizione silenziosamente burocratica- ma non per questo meno efficace - alle politiche migratorie messe in atto dal governo Meloni. «C’è un processo in corso spiega Kelany -, quindi attendiamo l’esito. Ma abbiamo sufficienti elementi quantomeno per sospettare l’esistenza di una serie di medici che mossi non da regole deontologiche» ma «da regole ideologiche» che «avrebbero prodotto dei certificati "farlocchi" per impedire i trattenimenti nei Cpr di migranti irregolari», poi nemmeno «presi in carico come pazienti dal servizio sanitario» Migranti che, ricorda la deputata, «in quanto destinati ai Cpr sono spesso soggetti socialmente pericolosi e con dei curriculum criminali di tutto rispetto», "liberando" i quali, spiega, «ci si prende anche la responsabilità etica di rimettere per strada persone che poi possono delinquere fino a compiere degli atti efferatissimi».

 

MEDICI DELLA VERGOGNA
Gli articoli della nostra inchiesta

Una posizione condivisa anche dal collega di partito Galeazzo Bignami, che pone l’accento sul presunto metodo adottato dai medici coinvolti: «Sarebbe grave la sussistenza di pratiche come quelle introdotte dai "camici rossi" che hanno deliberatamente e in maniera preordinata adottato quello che poi è venuto dall'inchiesta della Procura di Ravenna», aggiunge Bignami. Ovvero «una modulistica precompilata utile a non confermare i trasferimenti in Cpr, inventando di fatto una ragione di salute per pervenire a una non applicazione delle misure interne al Cpr stesso»: Circostanze che, qualora verificate, meriterebbero «una risposta giudiziaria, come in effetti sta avvenendo». Sulla necessità di fare chiarezza si è soffermato anche il responsabile del programma di FdI, Francesco Filini, che cita la recente interrogazione sulla vicenda indirizzata ai ministri della Salute e dell’Interno. «Sulla storia dei medici di Ravenna è chiaro che bisogna fare luce, e al più presto. A tale scopo, tra le altre cose, sarà depositata un’interrogazione in merito. È doveroso capire se davvero si siano verificate tali condotte, come ipotizzato dall’inchiesta de Il Tempo».

 

«C’è un disegno che va oltre questa vicenda sanitaria», conclude Kelany, «che passa per una serie di ordinanze abnormi di non convalida del trattenimento basate anche quelle non su motivi giuridici, ma su motivi ideologici». Per finire a «associazioni con avvocati e giuristi che studiano tesi per smontare le politiche migratorie di questo governo», «tesi che poi si ritrovano all’interno delle ordinanze di alcuni magistrati».