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"Sono sionista e non c'è Genocidio", Erri De Luca escluso da Salerno Letteratura. Com'è democratica la sinistra...

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Le frasi di Erri De Luca su Israele non devono proprio essere piaciute alla sinistra e a quel mondo letterario, culturale, cinematografico che in questi giorni si è speso tanto per additarlo, condannarlo e infine stigmatizzarlo per essere uscito dal recinto ideologico del supporto alla Palestina. Al quotidiano israeliano, l'ex Lotta Continua aveva infatti detto: "Chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui, chiunque veda due entità vivere fianco a fianco, è già sionista per questo fatto stesso. In Europa ci sono molte persone che la pensano così ma hanno paura della loro stessa ombra. Non sanno di essere sionisti. Io lo dico ad alta voce, e non mi importa del prezzo’.

De Luca, con queste parole, ha rotto dunque un tabù che pesa molto in certi ambienti. È proprio per questo che, a pochi giorni di distanza, è arrivata la notizia della sua esclusione dalla prolusione che avrebbe dovuto tenere al Festival Salerno Letteratura (in programma dal 13 al 20 giugno). Questo per incompatibilità con la "identità di vedute" di chi commissiona la prolusione. "Per questo abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria, anche per evitare strumentalizzazioni. Non c'è nessuna censura: De Luca era invitato comunque, seppure in altra sezione, ma ha preferito declinare" ha detto il condirettore artistico della manifestazione, Gennaro Carillo.

Quella parte culturale che parla sempre di libertà, pluralismo, democrazia, finita a censurare un'idea solo perché diversa da quella pro-pal che si dimostra essere sempre più nucleo di un'intolleranza che emargina, chiude e allontana.

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