parecchi dubbi
Maldive, è giallo sui brevetti: dubbi sull’istruttore e sui limiti superati dai sub
La Procura di Roma entra nel vivo degli accertamenti sulla tragedia avvenuta nelle acque delle Maldive, dove hanno perso la vita cinque subacquei italiani durante un'immersione in una grotta sommersa oltre i 60 metri di profondità, nei pressi dell'atollo di Vaavu alle Maldive. I magistrati di piazzale Clodio, coordinati dalla pm Lucia Lotti, hanno disposto l'autopsia sul corpo di Gianluca Benedetti, il primo dei cinque a rientrare in Italia. La salma è arrivata nella serata di ieri all'aeroporto di Malpensa, a Milano. Gli esami autoptici verranno eseguiti anche sugli altri corpi non appena saranno rimpatriati.
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L'inchiesta, aperta per omicidio colposo contro ignoti, punta a chiarire le cause dell'incidente e a ricostruire le fasi dell'immersione. L'ipotesi al vaglio di chi indaga, cioè l'autorità maldiviana, è quella che il gruppo si fosse affidato a un istruttore-guida che potrebbe averli indotti a violare le limitazioni sul limite di profondità per le immersioni consentite a scopo ricreazionale, che fissa la soglia ai 30 metri. Gli investigatori analizzeranno anche l'attrezzatura sequestrata, compresa una GoPro recuperata all'interno della grotta, che potrebbe contenere elementi decisivi per comprendere cosa sia accaduto durante la spedizione. Nelle ultime ore sono stati recuperati anche gli ultimi due corpi ancora dispersi, quelli di Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal, figlia della biologa marina Monica Montefalcone, docente dell'Università di Genova, anch'essa tra le vittime. I corpi di Montefalcone e del piemontese Federico Gualtieri erano stati recuperati nei giorni precedenti, mentre il cadavere dell'istruttore padovano Gianluca Benedetti era stato individuato già il 15 maggio.
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Le operazioni di recupero sono state affidate a tre subacquei finlandesi specializzati, supportati dalla guardia costiera e dalla polizia maldiviana. Il portavoce presidenziale delle Maldive, Mohameed Hussain Shareef, ha spiegato che la grotta era già stata esplorata in passato da esperti locali e da sub stranieri, ma ha sottolineato come l'ambiente fosse particolarmente difficile, caratterizzato da correnti forti, scarsa visibilità e passaggi complessi. Shareef ha inoltre precisato che, pur essendo stata autorizzata la spedizione, le autorità non conoscevano con precisione il punto esatto dell'esplorazione e che almeno due delle vittime non risultavano nell'elenco ufficiale presentato dagli organizzatori. Intanto emergono dubbi anche sui brevetti posseduti dai partecipanti. "Non mi risulta avessero il brevetto full cave", ha dichiarato Orietta Stella, legale del tour operator Albatros Top Boat. Secondo quanto riferito, almeno alcuni dei sub avrebbero avuto soltanto un livello di addestramento inferiore, adatto a immersioni in aree con accesso alla luce naturale e non a esplorazioni complete in grotte profonde. Le operazioni di search & recovery, durate circa tre ore, sono state coordinate da Dan Europe con l'impiego di sofisticati sistemi di immersione tecnica. Il team ha utilizzato rebreather a circuito chiuso, scooter subacquei e configurazioni di sicurezza ridondanti per affrontare un ambiente definito dagli stessi soccorritori "estremo e impegnativo". "Desideriamo esprimere le nostre più sincere condoglianze alle famiglie delle vittime", hanno dichiarato i sub finlandesi al termine della missione. "Abbiamo risposto alla richiesta di aiuto per offrire sostegno in una situazione così dolorosa".