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Monopattini elettrici, ecco le nuove regole. Targhe e assicurazioni

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Cambia tutto per la circolazione dei monopattini elettrici in Italia, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 marzo scorso che introduce l'obbligo di contrassegno identificativo e rafforza la regolamentazione d'utilizzo. Le nuove disposizioni saranno operative da domani, anche se l'obbligo assicurativo è stato rinviato di due mesi, al 16 luglio, a fronte delle criticità emerse nella fase attuativa.

Tutti i monopattini elettrici dovranno essere dotati di un contrassegno identificativo adesivo, plastificato e non rimovibile, prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Questo sarà obbligatorio per poter circolare e dovrà essere associato a una copertura assicurativa valida. "La misura nasce con l'obiettivo di contrastare furti, utilizzi impropri e circolazione irregolare, introducendo un sistema di identificazione univoca per ogni veicolo - si legge in una nota di Federconsumatori - Il decreto istituisce una piattaforma telematica nazionale, gestita dal Centro Elaborazione Dati della Motorizzazione, che rappresenterà l'unico canale per tutte le operazioni relative ai monopattini elettrici, tra cui: richiesta e rilascio del contrassegno, rinnovo e cancellazione, segnalazione di furto o smarrimento, associazione tra proprietario e veicolo". L'accesso dovrà essere fatto tramite Spid o Carta d'identità elettronica, in un processo che è totalmente digitalizzato. Per i minori dai 14 anni, la richiesta dovrà essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale.

Il costo del contrassegno è fissato a 8,66 euro, comprensivo di produzione, IVA e quota destinata alla sicurezza stradale, a cui si aggiungono imposta di bollo e diritti di motorizzazione, per un totale di circa 33,00 euro. Chi circola senza contrassegno rischia una sanzione amministrativa da 100,00 a 400,00 euro, con possibilità di riduzione in caso di pagamento entro cinque giorni. I controlli potranno essere effettuati da tutte le autorità competenti, tra cui Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie locali.

Sul fronte attuativo, però, si registrano forti ritardi nella consegna dei contrassegni, con gli uffici della Motorizzazione in affanno per l'elevato numero di richieste. Ritardi che rischiano di penalizzare i cittadini coinvolti: sarebbe necessario esentare dalle sanzioni coloro che hanno già presentato domanda, ma riceveranno il "targhino" dopo il 16 maggio.

Il provvedimento rappresenta un importante passo avanti verso una regolamentazione più strutturata della micromobilità elettrica, sempre più diffusa nelle città italiane. L'obiettivo è garantire maggiore sicurezza, tracciabilità dei mezzi e responsabilizzazione degli utenti. Resta però aperto il tema dei controlli, indicato da più parti come il vero banco di prova della riforma. Senza una vigilanza sistematica e attenta, si rischia di annullare gli effetti della norma, come già accaduto con l'obbligo del casco introdotto a dicembre 2024 e tuttora largamente disatteso.

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