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Garlasco, da Sempio "una vera confessione": scontro a Quarto Grado
“Sono confessioni a tutti gli effetti”, “Mi chiedo il garantismo dove stia andando a finire”: Il delitto di Garlasco e gli ultimi sviluppi delle indagini su Andrea Sempio fanno discutere e non poco, e nel salotto televisivo di Gianluigi Nuzzi e Rete 4, Quarto Grado, Carmelo Abbate e Angela Taccia hanno due versioni totalmente diverse sulla vicenda.
Mentre il giornalista infatti sembra credere alle nuove intuizioni della Procura che in Sempio vedrebbe l’assassino di Chiara Poggi, l’avvocato dell’indagato invece richiama tutti all’ordine ed ad attendere l’esito delle indagini.
Il primo a parlare è Abbate: “Le telefonate, i suoi soliloqui io penso che siano confessione a tutti gli effetti Gianluigi – dice lapidario il giornalista di Panorama – quando lui viene qui e dice a me e a te che le telefonate del 7 e dell'8 erano per cercare Marco e per sapere quando Marco sarebbe tornato, oggi leggo che gli amici sentiti ce ne fosse uno che non aveva chiaro che Marco stava partendo per la montagna e che sarebbe tornato in un giorno prestabilito”
Il riferimento è alle telefonate che Sempio fece nei giorni precedenti al delitto e per Abbate è chiaro quanto lui, quanto gli amici di Marco Poggi, fossero informati degli spostamenti del fratello della vittima: “lo dicono loro, e dicono, lo sappiamo noi, ma lo sapevamo tutti”.
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C’è poi il punto di vista dell’avvocato di Sempio che è totalmente opposto a quello del giornalista: “È l'ennesima dimostrazione di quanto si voglia mostrificare Andrea Sempio, anche mediaticamente – esordisce – ricordo a tutti che quando io e il collega Cataliotti eravamo mercoledì all'interrogatorio, quando eravamo ancora dentro, le prime indiscrezioni, ovviamente le peggiori, erano già uscite. E questo non vi nascondo, che non finisce mai di farmi rimanere basita, amareggiata”.
Il motivo è presto spiegato: “Mi chiedo veramente il garantismo dove stia andando a finire, perché io non lo vedo più, non lo vedo più. Ed è molto pericoloso, perché – spiega il legale prima di chiudere la sua analisi – nella situazione di Andrea Sempio potrebbe ritrovarsi chiunque, ogni cittadino”.