i dati del viminale

Dimezzato il numero degli immigrati sbarcati in Italia. E salgono i rimpatri

Christian Campigli

È uno dei temi più sentiti dall’elettorato di centrodestra. Un punto sul quale il governo Meloni ha messo la faccia, con il progetto Albania e con la ferma volontà di arginare l’immigrazione clandestina. I nuovi dati di aprile confermano che la strada intrapresa è certamente quella giusta. È sufficiente consultare il quotidiano cruscotto statistico, presente sul sito ufficiale del Viminale, per accorgersi di un'evidente discontinuità rispetto al passato.

 

Al 27 aprile 2026, i migranti giunti via mare in Italia sono stati 8.379, una cifra che si discosta in maniera piuttosto netta dai 14.758 registrati nello stesso periodo del 2025 e dai 16.090 del 2024. Il calo è del 46,9% rispetto agli stessi mesi dell’anno scorso anno e del 48% rispetto a quelli di due anni fa. Molto interessante anche il paragone col 2023, quando gli sbarchi raggiunsero quota 157.651: fu quello l’anno più difficile per l'esecutivo conservatore, perché venne toccata una cifra troppa alta, che imponeva una svolta. Giunta già nel 2024, quando gli extracomunitari arrivati nel nostro Paese furono 66.617; una cifra consolidata poi nel 2025, quando furono 66.316 gli stranieri ad essere sbarcati sulle nostre coste. Se si proietta questo andamento sull’intero anno, mantenendo lo stesso ritmo osservato nei primi 117 giorni, il totale potrebbe collocarsi intorno alle 26.100 persone. Ovviamente non sono contati i mesi estivi, ma resta in ogni caso un dato rilevante. Basta paragonarlo con i primi quattro mesi degli ultimi due anni per notare un calo notevole.

 

Nel 2024 vennero toccati i 16.137 sbarchi, nel 2025 vi fu un leggero calo (15.793), ma decisamente meno conclamato di quello attuale (nel 2026 siamo fermi a 8.379).

 

Il Bangladesh rappresenta il 27% del totale degli arrivi, seguito da Somalia (12%), Pakistan (11%), Sudan (8%) ed Egitto (7%). A queste si aggiungono Algeria (6%), Tunisia (3%), Mali (2%), Eritrea (2%) e Costa d’Avorio (2%), mentre quote più contenute riguardano Nigeria (1,9%), Guinea (1,7%), Iran (1,6%), Marocco (1,5%) e Camerun (1%). Il restante 13% rappresenta tutte le altre nazionalità.

Il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi ha ricordato in Parlamento anche il dato dei rimpatri: «Dall’insediamento del governo, è stato costante un incremento del 15% l’anno che, dall’inizio dell’anno in corso, è salito ulteriormente al 26% rispetto allo stesso periodo del 2025; l’anno scorso siamo arrivati a circa 7mila rimpatri (tra forzosi e volontari) e quest’anno contiamo di superare la soglia dei 10 mila, livelli considerati irraggiungibili per il passato – ha ricordato Piantedosi - Negli ultimi tre anni, grazie anche alla collaborazione dell’Italia con Libia, Tunisia e Algeria sono stati operati 81mila rimpatri assistiti con l’ausilio dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione».