Roma, "Prendi un migrante gratis in casa": bando flop, 3 adesioni in 3 mesi
Fa flop il servizio affidato da Roma Capitale a Refugees Welcome Italia che consiste nel trovare romani disposti ad accogliere in casa gratuitamente migranti con regolare permesso di soggiorno. In tre mesi solo tre famiglie hanno dato disponibilità ad aprire la porta della propria casa. Ne ha dato notizia il consigliere di FdI in Assemblea capitolina, Mariacristina Masi, che ha chiesto l’accesso ai report relativi all’attività dell’operatore a gennaio, febbraio e marzo 2026. «Gli incontri si svolgono, il monitoraggio è presente. Ma il nodo centrale è un altro. Il servizio, secondo noi, non sta producendo il risultato principale per cui è stato pensato, ovvero l’attivazione concreta di nuove accoglienze familiari», ha dichiarato Masi. Uno scenario che era stato prospettato fin dal principio, da quando cioè il Comune aveva indetto una gara del valore di 399mila euro per cercare un soggetto disposto a convincere i cittadini ad offrire vitto e alloggio «a persone migranti singole e/o a nuclei familiari/monogenitoriali».
Da subito la possibilità che i romani, già segnati dalle politiche di accoglienza sposate dall’Amministrazione, potessero ospitare migranti era sembrata remota. A frenare l’entusiasmo era stato soprattutto il fatto che non fosse previsto per le famiglie disponibili. «Mentre migliaia di romani sono in emergenza abitativa, la sinistra continua con politiche buoniste che attirano immigrazione incontrollata e producono degrado, furti e insicurezza», aveva attaccato per esempio il capogruppo della Lega in Assemblea capitolina, Fabrizio Santori. Ma a dicembre, quando l’Amministrazione ha aggiudicato la gara alla Refugees Welcome Italia, ente del Terzo settore (ETS) con esperienza nel campo del sociale, si sperava ancora che la realtà potesse smentire lo scetticismo espresso da molti, romani compresi. A tre mesi dall’attivazione del servizio, poi, la prima conferma. «Investire risorse su un soggetto esterno senza prevedere strumenti adeguati per chi accoglie rischiava - e oggi sta dimostrando - di essere una scelta inefficace. Così come appare discutibile non aver integrato in modo più strutturato questo intervento all’interno dell’organizzazione di Roma Capitale. Va inoltre sottolineato un ulteriore elemento: l’entità economica del bando presuppone evidentemente risultati ben diversi. A fronte di risorse così rilevanti, ci si aspetterebbe un incremento significativo delle famiglie accoglienti e delle convivenze attivate. I dati attuali restituiscono invece un impatto estremamente limitato», ha tuonato il consigliere di FdI Masi, pur riconoscendo che il servizio si svolgerà fino al 31 dicembre 2028.
I risultati finora ottenuti hanno fatto storcere il naso anche ai residenti dell’Esquilino, che ormai da tempo sono costretti a fare i conti con la scelta di Roma Capitale di concentrare nel loro rione strutture di accoglienza come mense e tendoni-dormitori. Sui social, dove il bilancio dei primi tre mesi ha iniziato a rimbalzare, i cittadini si sono scatenati. «Riusciamo a stento ad arrivare a fine mese e ci propongono di ospitare gratuitamente in casa migranti? È fantascienza», ha scritto Marco. Gli ha fatto eco Cristina, che invece ha voluto «riportare il Comune alla realtà dei fatti: qui non si vive più tranquilli». Parole che stridono con l’obiettivo del Comune, che si prefiggeva con questa iniziativa di garantire un inserimento «agevole e veloce delle persone migranti nel tessuto cittadino».
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