Crans-Montana, la Svizzera presenta il conto delle cure. Meloni: non paghiamo
La Svizzera è decisa a presentare il conto, che resterà inevaso. La mutua elvetica chiederà all'Italia il rimborso di 100 mila franchi per le spese sanitarie sostenute dall'ospedale di Sion per le cure e il breve ricovero di tre giovani italiani rimasti feriti nell'incendio del locale Constellation a Crans-Montana, in cui sono morti 41 ragazzi. L'ostinazione della Svizzera emerge dall'incontro tra l'ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, e il presidente del Cantone del Vallese, Mathias Reynard. L’amministratore svizzero ha riferito di non avere sponde legali per farsi carico della cifra, pari a circa 108 mila euro.
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"Il nostro Paese si è fatto carico per settimane della cura di due cittadini svizzeri all'Ospedale Niguarda di Milano e la protezione civile della Valle d'Aosta ha partecipato ai soccorsi con un proprio elicottero nelle prime ore della tragedia: c'è un principio di reciprocità che va rispettato", ha osservato l'ambasciatore Cornado.
Intervene sul caso la premier Giorgia Meloni: "Apprendo che le autorità svizzere hanno intenzione di chiedere all'Italia il pagamento delle esose spese mediche che l'ospedale di Sion avrebbe sostenuto per i ricoveri, anche di poche ore, di alcuni ragazzi rimasti feriti nell'incendio di Crans-Montana" e "se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l'Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito", scrive su X la presidente del Consiglio. "Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata", conclude.
"Ripugnante se le cure fossero a carico delle famiglie". Meloni sulle fatture dalla Svizzera
Reynard ha confermato, durante l'incontro a Berna: "Non abbiamo margini dal punto di vista normativo per farci carico di queste spese". La gestione, ha detto, seguirà la procedura prevista dal sistema svizzero attraverso l'istituzione comune LAMal, l'assicurazione sanitaria. Lo riporta il Corriere del Ticino. Secondo quanto riferito, sarà infatti la LAMal a stabilire "quale assicurazione si fa carico di quale prestazione", con il coinvolgimento delle controparti assicurative italiane. La Svizzera non procederà quindi a un rimborso diretto delle fatture, mentre eventuali residui potranno essere coperti solo in via residuale a livello cantonale. "Salvo quelle residuali, non ci sono possibilità di intervento diretto", avrebbe precisato Reynard, che ha comunque indicato la necessità di un coordinamento con Berna per una possibile soluzione bilaterale, nel rispetto del principio di reciprocità con il Cantone del Valais. Ma come detto, l’Italia non intende pagare.
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