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Donna italiana punita perché non prega Allah

A Trieste un afgano arrestato per maltrattamenti per motivi religiosi. Cisint: «Remigrazione unica via»

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Una violenza immonda. Priva di una qualsiasi giustificazione. Che dimostra quanto l’Islam estremo possa rappresentare una deriva pericolosa (e inaccettabile) per il nostro Paese. A Trieste un uomo afghano è stato arrestato per aver maltrattato e costretto a continue violenze una donna italiana. Ma non basta: lo straniero aveva imposto la legge islamica a lei e ai suoi figli. Senza dimenticare uno stupro collettivo come punizione perché, secondo il malvivente, la quarantenne avrebbe desiderato sessualmente altri uomini. Quando nel 2023, come riporta il quotidiano Il Piccolo, la donna ha avuto un aborto spontaneo, lui è arrivato a sostenere che sarebbe stata la punizione di Allah. Il motivo? Lei non avrebbe pregato abbastanza.


La gelosia, ossessiva, si era trasformata in un autentico controllo militare: l’uomo pretendeva di leggere tutti i messaggi che arrivavano al cellulare della compagna e guardava continuamente dentro il suo portafoglio. Un autentico incubo. «Questo è l’ennesimo, gravissimo esempio di applicazione della Sharia in Italia e di tutta la violenza psicologica e fisica che l radicalizzazione comporta. La donna viene sottomessa, è un oggetto sessuale e, se non si conforma alla volontà islamica, viene punita e violata, in nome di Allah- ha ricordato l’europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint Questo episodio si aggiunge alle centinaia di storie che ogni giorno sentiamo e raccontiamo, e dimostra l’assoluta incompatibilità dell’interpretazione radicale dell’Islam, purtroppo sempre più diffusa, con il nostro sistema giuridico».
Il problema risiede nella diffusione di episodi che, giorno dopo giorno, stanno diventando sempre più frequenti. «Serve un argine a tutto questo: è necessario bloccare la diffusione del fanatismo islamico. Serve approvare la legge che ho presentato e depositato, insieme ai colleghi della Lega, in Parlamento - ha concluso l’esponente del Carroccio - E poi, per chi si macchia di crimini così violenti e profondamente incompatibili con i valori che fondano la nostra società, c’è solo una soluzione: la remigrazione».

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