Milano, Remigration Summit in Piazza Duomo: "Padroni a casa nostra"
"Piuttosto che chiudere scuole e ospedali torniamo a prendere gas e petrolio da tutto il mondo, Russia compresa". Con queste parole Matteo Salvini chiude la manifestazione dei Patrioti europei, in piazza Duomo a Milano. 'Senza paura - In Europa padroni a casa nostra' è il titolo dell'evento, aperto da un corteo con almeno duemila persone partito da corso Venezia, con in testa un trattore e gli amministratori locali ed esponenti del Carroccio dietro lo striscione 'Padroni a casa nostra'.
Il vicepremier e leader della Lega sale sul palco per ultimo, dopo l'olandese Geert Wilders e Jordan Bardella, e va all'attacco di Bruxelles: "La genialata di Ursula von der Leyen è un nuovo lockdown. No, abbiamo già dato, non abbiamo nessuna intenzione di chiudere le scuole e le fabbriche, vogliamo vivere, studiare e lavorare". E suggerisce: "Gli Usa in queste ore hanno sospeso fino al prossimo 16 maggio le sanzioni al petrolio russo. Se lo fanno a Washington, lo devono fare anche a Bruxelles".
Il leader del Carroccio parla poi di un Fondo monetario internazionale "governato da marziani" in "accoppiata malefica con la Commissione europea" e affonda: "Per fronteggiare il caro luce e gas, chi è quella mente poco illuminata che risponde di spegnere l'interruttore di casa sua? Una delle cose da fare subito, lo chiedono la Lega e il governo e, se non arriva una risposta positiva nell'arco di alcuni giorni siamo pronti a fare da soli, è sospendere le regole fuori dal mondo del Patto di stabilità che stanno bloccando la nostra economia".
Nel frattempo, la tensione a Milano era alta a causa delle tre contro-manifestazioni organizzate in città contro il 'Remigration summit'. In Via Borgogna sono partiti infatti petardi, bottiglie di vetro e fumogeni contro le forze dell'Ordine che hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Dal palco su Piazza Duomo, Salvini non usa mezze parole: "È incredibile che certa sinistra, che ha la parola 'democratico' solo nel nome, volesse impedire a queste migliaia di persone di riunirsi. Il nostro saluto al sindaco Sala e ai centri sociali". E poi prosegue: "Questa piazza chiede la pace, non con le bandiere della pace dei centri sociali che anche oggi hanno cercato lo scontro con la polizia. Quella è la pace dei delinquenti". Il segretario della Lega dedica infine un passaggio del suo intervento alla sconfitta al referendum, lanciando la sfida: "Siamo ancora più forti, uniti e pronti a lavorare accelerando sulle riforme a partire dalla responsabilità civile dei magistrati, che come tutti gli altri lavoratori devono pagare per i loro errori".
A conclusione dell'evento Salvini ha poi rivolto un saluto al premier ungherese uscente Viktor Orban, sconfitto alle ultime elezioni da Magyar. "Hai difeso i confini e combattuto contro i trafficanti di uomini e di armi, noi siamo qui per proteggere i confini, continuiamo insieme questa battaglia - ha detto - Questa è stata descritta come una piazza sovversiva, razzista, fascista e persino nazista ma vuole senza paura la pace, non le armi e la guerra. Torniamo a investire in dialogo e democrazia, non in armi e sanzioni. I nostri figli non hanno bisogno dell'esercito europeo, invocato da una persona abbastanza permalosa. Dico no all'esercito europeo voluto da Macron e dai suoi simili".
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