Palermo, incitavano al Jihad: arrestati
Dopo un'attenta indagine condotta dalla sezione antiterrorismo assieme alla procura Antimafia, la Polizia di Stato ha fermato a Palermo due stranieri per i reati di istigazione a delinquere aggravati dalle finalità di terrorismo ed ha eseguito due decreti di perquisizione a carico di altrettanti minorenni stranieri, residenti a Marsala (Trapani), per detenzione abusiva di armi da sparo.
Nel corso delle indagini sono state rilevate pubblicazioni social, sintomatici di un avanzato processo di radicalizzazione religiosa, che incitavano alla eliminazione dei miscredenti "da mandare all'inferno" e a colpire le "città sporche e le loro sporcizie politeiste".
Sono state poi riscontrate immagini della Casa Bianca in fiamme, con il vessillo dello Stato Islamico al posto della bandiera statunitense, e perfino richiami a figure di riferimento della galassia jihadista come Osama Bin Laden, Abu Muḥammad al-Adnani (leader dell'ISIS) e altri attentatori suicidi. Emblematico è un video che, sullo sfondo del simbolo ISIS, mostra atti di violenza da parte di un uomo vestito a nero nei confronti di soggetti inginocchiati e ammanettati, vestiti con tute di colore arancione, tra i quali è possibile riconoscere il presidente Usa Donald Trump.
Nella diffusione anche un testo dai toni minacciosi in lingua araba e inglese: "Il tempo è arrivato! Che la nazione di Maometto rinasca e questa rimuoverà la veste della vergogna e frantumerà la polvere dell'umiliazione e della trappola non c'è tempo per schiaffeggiare e urlare e con la grazia di Allah è spuntata di nuovo l'alba della gloria e il sole splendeva di Jihad e la luce di buone notizie e si profilava all'orizzonte la ricchezza e apparivano segni di vittoria".
Inoltre sono state acquisite immagini degli indagati in attività di preparazione atletica e di addestramento in sport da combattimento, accompagnate da musiche religiose di lode ad Allah e in alcuni casi dal gesto dello sgozzamento. Tra le pubblicazioni maggiormente sintomatiche dell'adesione ai principi del fondamentalismo islamico rileva l'immagine di una scritta in lingua araba, che rappresenta la professione di fede islamica, la "Shahada" (Non c'è altro Dio all'infuori di Allah e Maometto è il suo messaggero), al di sotto della quale viene raffigurato un fucile d'assalto del tipo AK47.
Sui tre minorenni sono stati rinvenuti e sequestrati numerosi device e strumenti informatici e, a carico di uno dei destinatari del fermo, una replica di pistola mitragliatrice, priva di tappo rosso, nonché oggetti recanti simbologie islamiste. Nella loro abitazione è stata invece requisita una pistola semi-automatica di tipo soft-air priva di tappo rosso.
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