Artemis II, è iniziato il viaggio di ritorno sulla Terra
È iniziato ufficialmente il viaggio di ritorno verso la Terra per Artemis II, la prima missione con equipaggio del nuovo programma lunare della Nasa. Dopo aver completato il sorvolo del lato nascosto della Luna e aver raggiunto la distanza record di oltre 406mila chilometri dal nostro pianeta, la capsula Orion ha lasciato la sfera di influenza gravitazionale lunare e sta ora tracciando la rotta verso casa.
A suggellare questo passaggio è un’immagine destinata a diventare iconica: “Earthset”, il tramonto della Terra dietro l’orizzonte lunare. Lo scatto, realizzato quando in Italia erano le 00:41 del 7 aprile, mostra il nostro pianeta che scivola dietro il profilo grigio della Luna. Nella parte illuminata della Terra si distinguono chiaramente i vortici delle nubi sopra Australia e Oceania. La Nasa l’ha già scelta come immagine simbolo della missione e l’ha diffusa sui propri canali social, rilanciata immediatamente anche dalla Casa Bianca.
Il paragone con “Earthrise”, la celebre fotografia scattata da William Anders durante la missione Apollo 8, è inevitabile. Allora, la vigilia di Natale del 1968, l’umanità vedeva per la prima volta a colori la Terra sorgere oltre l’orizzonte lunare. Quell’immagine finì tra le “100 fotografie che hanno cambiato il mondo” secondo la rivista Life, diventando un simbolo della fragilità del pianeta. Oggi “Earthset” sembra candidarsi a raccoglierne l’eredità, offrendo la stessa scena da una prospettiva rovesciata: non più la Terra che nasce, ma che tramonta oltre il bordo lunare.
Le immagini che sono arrevate da Artemis II non si fermano però a “Earthset”. Tra le più spettacolari c’è la sequenza ripresa da Orion durante un’eclissi totale di Sole vista dall’orbita lunare: la Luna, perfettamente allineata, oscura il disco solare, lasciando emergere la corona luminosa nello spazio profondo. L’equipaggio ha assistito al fenomeno indossando occhiali protettivi colorati, mentre sulla superficie lunare venivano registrati almeno sei lampi dovuti all’impatto di piccoli meteoroidi.
“Eclissi totale, oltre la Terra. Dall’orbita lunare, la Luna eclissa il Sole, rivelando uno spettacolo che pochi nella storia dell’umanità hanno mai potuto ammirare”, ha scritto la Casa Bianca in un post che accompagna una delle foto. Dagli Stati Uniti sono arrivati anche i complimenti del presidente Donald Trump, che si è collegato con i quattro astronauti di Artemis II – Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen – per sottolineare il valore della missione.
“Avete fatto la storia, rendendo tutta l’America davvero orgogliosa, incredibilmente orgogliosa. Siete pionieri dei tempi moderni”, ha dichiarato Trump, ribadendo l’ambizione americana a non essere “seconda a nessuno nello spazio e in tutto ciò che facciamo”. Il presidente ha sottolineato il coraggio richiesto per un volo che spinge di nuovo l’esplorazione umana oltre l’orbita terrestre, in vista del ritorno sulla superficie lunare nei prossimi anni. Dopo una Pasquetta decisamente “fuori porta”, trascorsa dove nessun essere umano si era mai spinto prima, l’equipaggio ha potuto concedersi un breve riposo. La sveglia del settimo giorno di missione è suonata alle 17:35 ora italiana sulle note di “Tokyo Drifting” dei Glass Animals e Denzel Curry, quando Orion si trovava a circa 58.500 chilometri dalla Luna e a 380mila dalla Terra.
Questa fase della missione è caratterizzata da un’agenda meno frenetica rispetto alle ore cruciali del sorvolo lunare, ma non meno importante dal punto di vista scientifico. Le attività di bordo sono state infatti in gran parte dedicate alla trasmissione e all’analisi dei dati raccolti, nonché alla verifica dei sistemi in vista del rientro nell’atmosfera terrestre. Secondo la tabella di marcia, intorno alle 19:23 ora italiana Orion ha lasciato ufficialmente la sfera di influenza gravitazionale della Luna. Prima di allontanarsi troppo, la Nasa ha voluto sfruttare il lasso di tempo in cui l’esperienza degli astronauti era “ancora fresca”, organizzando sessioni di debriefing con i team scientifici a Terra. Nella seconda parte della giornata è stato poi riacceso il motore principale di Orion per la prima di tre manovre di correzione di traiettoria che rifiniranno l’orbita di rientro verso la Terra.
La giornata ha offerto anche un primato dal forte valore simbolico: per la prima volta nella storia, un equipaggio in orbita lunare ha parlato direttamente con un equipaggio in orbita terrestre. La capsula Orion, diretta verso casa, ha infatti stabilito un collegamento audio di 15 minuti con la Stazione spaziale internazionale (Iss).
Dall’altra parte della linea c’erano Jessica Meir, Jack Hathaway e Chris Williams della Nasa, insieme all’astronauta Esa Sophie Adenot. “È divertente essere nello spazio insieme a voi nello stesso momento”, hanno detto gli astronauti di Artemis II, sottolineando il carattere inedito di una chiacchierata tra chi abita l’orbita bassa terrestre e chi ha appena salutato la Luna.
Gli occupanti della Iss si sono detti “super curiosi” di conoscere le sensazioni provate guardando la Terra da una distanza così grande e da una prospettiva totalmente nuova. Christina Koch ha raccontato di essere rimasta colpita non solo dalla bellezza del pianeta, ma soprattutto dall’intensità del buio che lo avvolge, un contrasto che rende il globo ancora più fragile e prezioso.
Gli astronauti di Artemis II hanno sottolineato quanto l’esperienza accumulata sulla Stazione spaziale sia stata determinante per affrontare questo volo di prova. “Ogni cosa che abbiamo imparato a bordo della Iss l’abbiamo portata qui con noi”, hanno spiegato, in un clima rilassato in cui non sono mancati cenni leggeri, come il confronto sui menù consumati rispettivamente in orbita terrestre e in viaggio lunare.
Mentre Orion procede lungo la traiettoria di rientro, la missione Artemis II si conferma un banco di prova decisivo in vista delle prossime tappe del programma: il ritorno di esseri umani sulla superficie lunare e, più a lungo termine, la realizzazione di una presenza stabile nei pressi della Luna come trampolino per le future missioni verso Marte.
“Earthset”, con la Terra che scompare dietro il bordo lunare, diventa così l’emblema di una nuova fase dell’esplorazione spaziale: non più solo lo sguardo dall’orbita bassa, ma la consapevolezza di un sistema Terra-Luna che diventa il nuovo “quartiere” dell’umanità nello spazio. Un quartiere che Artemis II ha appena iniziato a esplorare, mentre Orion, ora, fa rotta verso casa.
Dai blog
Sal Da Vinci virale: "Per sempre sì" fa il giro del mondo
Confessioni sulla pista da ballo. Così Madonna reinventa la dance music
Franco Califano, a 13 anni dalla morte spunta la canzone inedita