Gli anarchici si riuniscono in Grecia. Gli intrecci tra Roma ad Atene
Anarchici tra bombe e congresso. Mentre in Italia ci si prepara con grande attenzione alla manifestazione No Kings di domani, a Roma, e alle mobilitazioni sotterranee delle cellule legate alla Fai, l’altra Fai va ad Atene per la tredicesima Internazionale delle Federazioni Anarchiche. Già, l’acronimo è lo stesso ma le anime sono molto diverse. Il primo rimanda alla Federazione Anarchica Informale nel nome della quale Alfredo Cospito e altri con e dopo di lui hanno gambizzato, sabotato e fatto esplodere ordigni, tra cui probabilmente quello del Parco degli Acquedotti che ha ucciso chi lo stava fabbricando: Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. La seconda è quella irrisa dalla prima, ossia la Federazione Anarchica Italiana, erede della tradizione bakuniana dell’internazionale di Saint Imers del 1972, che segnò la divisione dal marxismo, più avvezza a dibattiti infiniti, fiumi di inchiostro e sit in piuttosto che all’azione violenta. Insomma, uniti dall’obiettivo di annientare lo Stato, il potere, l’autorità, il capitalismo. Meno sui mezzi per ottenerlo.
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In questo scenario l’Internazionale anarchica si terrà nella sede dell’Organizzazione Politica Anarchica di Atene dal 3 al 5 aprile. Quello precedente, ricorda la rivista Umanità Nova legata alla Fai, che ha dato l’annuncio, era stato ospitato tre anni fa dall’Italia, nel comune reggiano di Massenzatico.
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La Grecia ormai da molti anni è uno dei teatri più caldi del fronte anarchico. Le occupazioni, gli attentati e gli assalti alla polizia non si contano così come le vittime e i processi. Attese le delegazioni dai quattro angoli del mondo. Italia, Francia e Spagna sono le «culle» storiche del movimento a cui si affiancano realtà dell’America Latina, dei Balcani, dell’Africa e da comunità come quella curda. I temi che saranno toccati sono quelli dell’antimilitarismo, della solidarietà con le proteste in giro per il mondo, il contrasto alla crescita globale della destra, le lotte contro il patriarcato in chiave transfemminista, la promozione di una pedagogia libertaria e via dicendo.
A Roma, invece, dopo le valutazioni sul nulla osta oggi si terranno i funerali di Sara Ardizzone. «La funzione, in forma cattolica secondo il volere della famiglia, si terrà alle ore 14:00 presso la chiesa di Santa Teresa d’Avila, in corso d’Italia 37 (zona di piazza Fiume). In un primo momento A seguire si terrà la sepoltura presso il Cimitero Flaminio (noto anche come cimitero di Prima Porta). Successivamente, al termine della celebrazione, saluteremo Sara coerentemente con le sue convinzioni e il suo percorso di vita», si legge in un messaggio diffuso sui canali umbri e romani (Ardizzone, nata e cresciuta nella Capitale, aveva vissuto a lungo a Perugia e nella Valnerina). Il questore ha invece vietato la cerimonia prevista domenica a via Lemonia per commemorare i «caduti in combattimento».
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Assonanze e intrecci tra Roma, l’Umbria e Atene. Tra pochi giorni in Grecia inizierà il processo a quattro militanti collegati all’esplosione accidentale di una bomba nel quartiere ateniese di Ampelokipoi in cui rimase ucciso l’anarchico Kyriakos Xymitiris. Dinamica simile a quella dei fatti romani. In nome di Xymitiris, un anno fa, un gruppo anarchico ha collocato un ordigno incendiario nel «laboratorio scena del crimine» della facoltà di Scienze investigative dell’Università di Perugia, a Narni. Nella rivendicazione, rilanciata da canali autorevoli della galassia anarchica, si faceva riferimento alla volontà di «colpire un centro di formazione della futura intelligence dello stato italiano» e si annunciavano nuove azioni in favore di Alfredo Cospito. La stessa cellula Kyriakos Xymitiris che ha colpito in Umbria- l’ordigno fortunatamente è stato neutralizzato prima dell’esplosione - ha rivendicato diversi attacchi incendiari in Grecia, soprattutto contro mezzi della polizia.
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