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No Kings, la minaccia degli anarchici: "Invaderemo Roma". Timore infiltrazioni

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Francesca Musacchio
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Centinaia di migliaia in piazza, un corteo che promette di «invadere Roma e bloccarla», e un livello di attenzione che resta altissimo soprattutto dopo la morte dei due anarchici mentre fabbricavano una bomba. La manifestazione di sabato si muove su un crinale che intreccia mobilitazione di massa e rischio sicurezza. Il movimento No Kings Italia rivendica numeri imponenti. «Saremo in centinaia di migliaia, una grande marcia popolare per invadere Roma e bloccarla con i nostri corpi», ha dichiarato il portavoce Luca Blasi, annunciando pullman da tutta Italia e una partecipazione che «è andata molto oltre anche le strutture organizzate».

Le stime dei promotori parlano di circa 15mila partecipanti, ma non si escludono numeri più elevati. Il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica, preceduto venerdì da un concerto alla Città dell’Altra Economia. Gli organizzatori respingono l’ipotesi infiltrazioni: «Se c’è qualcuno che viene a portare pratiche che non sono in linea con le nostre, non fa parte della nostra manifestazione».

 

Ma il punto, per chi monitora la piazza, è esattamente questo: la capacità di contenere una galassia che negli ultimi mesi ha dimostrato di muoversi su livelli diversi, dalla protesta di massa all’azione diretta. Il contesto pesa. Solo pochi giorni fa, al Parco degli Acquedotti, due anarchici, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono morti mentre assemblavano un ordigno ad alto potenziale. Un episodio che ha riacceso i riflettori sulla componente insurrezionalista e sulle sue capacità operative. E proprio da lì riparte la mobilitazione. Per il 29 marzo è stato convocato un raduno nello stesso punto dell’esplosione, «per portare fiori» e rilanciare la lotta. La notizia delle commemorazioni è stata anticipata da Il Tempo, che ha ricostruito come sui canali anarchici siano già circolati appelli e immagini di solidarietà, mentre l’area rilancia anche le prossime scadenze: assemblea il 10 aprile e corteo il 18 per Alfredo Cospito, con al centro la battaglia contro il 41 bis.

«La solidarietà con Alfredo - si legge nell’appello lanciato dagli anarchici - non è mai stata solo una lotta per Alfredo. Come più volte si è detto, un anarchico in 41bis oggi è un avvertimento per tutti, poiché questa ulteriore estensione di quel regime carcerario costituisce una delle punte più avanzate dell’attuale fase reazionaria. L’accanimento contro di lui, infatti, ha come principale spiegazione la volontà di chiudere la partita con ogni forma di dissenso, da quelle radicali a quelle consentite».

 

E qui il piano della manifestazione di sabato si sovrappone a quello della sicurezza. Le stesse reti che convocano iniziative e rilanciano campagne, sono le piattaforme su cui si muove una parte della galassia radicale. E se il 28 marzo è la giornata della grande piazza, il 29 diventa quella della riorganizzazione militante. La mobilitazione No Kings nasce come convergenza ampia (pacifisti, sindacati, reti sociali), ma si inserisce in un contesto segnato da tensioni crescenti, anche per la coincidenza con altre iniziative antagoniste e per il clima internazionale legato alla guerra in Medio Oriente. Gli investigatori lavorano su una saldatura possibile tra piazza e frange più radicali, già emersa in altre occasioni, dalle manifestazioni pro-Palestina ai sabotaggi legati alle Olimpiadi. E la dinamica resta la stessa: eventi di massa che diventano terreno di contatto per soggetti con obiettivi diversi. Roma sarà quindi blindata.

 

L’Antiterrorismo monitora le frange anarco-insurrezionaliste che potrebbero arrivare da tutta Italia. Ad aumentare il rischio, la notizia delle condanne in appello per l’assalto all’Unione Industriale di Torino del 18 febbraio 2022, avvenuto durante una manifestazione studentesca contro l’alternanza scuola-lavoro. Tra i condannati figurano esponenti di rilievo del centro sociale Askatasuna.

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