Passaparola decisivo contro bufale e bengala last-minute Nell'urna Gratteri non ti vede
C’è un’arma sottovalutata ma potentissima contro gli ultimi diversivi distraenti di questa campagna referendaria, contro i bengala sparati in aria per deviare la nostra attenzione, contro le bufale last-minute, contro gli inganni televisivi in zona Cesarini, contro le minacce (ormai nemmeno velate) ai danni degli italiani orientati verso il Sì. Quest’arma si chiama passaparola. Se avete deciso di votare Sì, ditelo ai vostri amici. Parlate con loro, spiegate bene le vostre ragioni. Se l’appuntamento vi pare importante (lo è), e se la posta in gioco vi sembra alta (sveliamolo: è altissima), allora non abbiate timore di conversare con le persone che vi stanno a cuore.
Di più. Usciamo da anni in cui, a torto a ragione, ci siamo sentiti dire che votare non conta, che non cambia mai nulla, che i cittadini vogliono una cosa e poi se ne fa un’altra. Ecco: stavolta – matematicamente – non sarà così. In questo caso tocca effettivamente a noi: se prevarranno i No, le cose rimarranno come sono, e per una trentina d’anni nessuno oserà più proporre una riforma della giustizia; se invece si affermeranno i Sì, la riforma partirà davvero.
Dunque, non facciamoci intortare. Semmai, mi permetto, controlliamo di avere a casa la tessera elettorale. Verifichiamo di averla a portata di mano, e, già che ci siamo, diamo uno sguardo al fatto che le caselle per il timbro non siano già tutte occupate. Meglio scoprirlo oggi e avere tutto il tempo per farsela rinnovare, in caso. Gli uffici comunali saranno sempre aperti anche domenica e lunedì, ma perché aspettare l’ultimo momento? Ps Una rassicurazione: nell’urna, il procuratore Gratteri non ci vede. Possiamo votare tranquilli.
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