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Addio al "capo" Umberto Bossi. Il ritratto del Senatùr

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È morto all'età di 84 anni Umberto Bossi, il fondatore della Lega Nord meglio noto come "Il Senatur". Nato il 19 settembre 1941 a Cassano Magnago, in provincia di Varese, dopo la maturità scientifica si iscrisse all'università senza però terminare gli studi. "Ho fatto l'operaio, il perito tecnico, ho lavorato nell'informatica, ho studiato Medicina a Pavia, ho insegnato matematica e fisica" raccontava in un libro intervista.

La politica era la sua passione, sempre nel segno delle idee autonomiste e federaliste. Il 12 aprile 1984, nello studio di Varese del notaio Franca Bellorini, appose la firma per l'atto fondativo della Lega Autonomista Lombarda: l'inizio di un'avventura con alterne fortune.

Alle elezioni politiche del 1987, Bossi venne eletto senatore per la prima volta guadagnandosi così il soprannome di 'Senatùr'. Tre anni dopo, invece, il primo raduno sul pratone di Pontida, in provincia di Bergamo, con decine di migliaia di militanti della Lega Nord in cui confluirono quelli della Lega Lombarda, la Liga Veneta e la Lega Piemont.

Nel 1996 è la volta della "Festa dei popoli padani" con il rito dell'ampolla riempita di acqua del Po, proveniente dalla sorgente del Monviso e poi versata nella Laguna di Venezia. Un altro anno da segnare è poi il 1992: mentre impazza Tangentopoli, il Carroccio ottiene l'8,6% e porta in Parlamento 80 fra deputati e senatori. Due anni dopo, nel 1994, arriva la prima esperienza di governo con Bossi alleato della neonata Forza Italia di Silvio Berlusconi. Un esecutivo di breve durata, che il Carroccio fece cadere.

Il 'Senatùr' invocava intanto la Secessione per il Nord con uno slogan diventato celebre: "Roma ladrona, la Lega non perdona". Per non parlare del grande classico: "La Lega Nord ce l'ha duro". Il Sole delle Alpi fu il simbolo prescelto. Bossi fece anche nascere il Parlamento della Padania, che si riunì più di una volta in alcune città settentrionali. La pace con Berlusconi lo riportò poi al governo nel 2001, come ministro delle Riforme istituzionali e la Devolution.

Erano gli anni in cui portava avanti le sue battaglie politiche per l'autonomia del nord, che subirono uno stop a circa vent'anni dalla fondazione della Lega, l'11 marzo 2004, quando Bossi viene colto da un ictus cerebrale. Il Senatur affrontò una delicata riabilitazione in una clinica svizzera per riapparire dopo diverso tempo su un palco per un comizio.

Iniziò così una fase complicata per il partito che ha ebbe il suo culmine con le dimissioni di Bossi da segretario il 5 aprile 2012, dopo l'inchiesta sullo scandalo dei diamanti in Tanzania con l'accusa di truffa ai danni dello Stato sui rimborsi elettorali. La guida del partito passò prima nelle mani di Roberto Maroni e poi, dal dicembre 2013, in quelle di Matteo Salvini.

Per i leghisti Bossi resterà però per sempre il 'Capo'. Sigaro in bocca e Coca Cola in mano i suoi tratti distintivi, che hanno segnato gli ultimi 40 anni della storia politica italiana.

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