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Dopo le Olimpiadi anche l'Nba Europe finisce nel mirino di collettivi e antagonisti
Dopo le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina nel mirino dei movimenti di sinistra e dei centri sociali finisce l’Nba Europe. Il progetto di portare il modello del basket americano nel vecchio continente, con investitori «pesanti» al lavoro per creare una squadra a Roma, è ancora nelle fasi preliminari ma nel magma dei collettivi monta la protesta. La campagna di adesioni per «No Nba Europe a Roma» è già partita e prevede un’assemblea pubblica all’Ex Snia, storico centro sociale di via Prenestina nell’ex fabbrica della viscosa, da organizzare entro marzo. «Riteniamo che questa sia un’operazione speculativa che non risponde alle reali esigenze della nostra città, dove l'accesso allo sport di base è sempre più difficile», spiegano gli organizzatori della campagna, ossia l’Asd Lokomotiv Prenestino, realtà del basket capitolino legata all’Ex Snia.
Il progetto euroamericano, trainato da grandi nomi come Luka Doncic, va contrastato perché finalizzato solo «a sfruttare al massimo il potenziale economico della nostra città, il suo bacino di popolazione e ancor di più quello enorme di turisti», spiegano. È «la stessa logica che sta progressivamente gentrificando il territorio» da parte del «capitale che cerca di accaparrarsi qualsiasi cosa monetizzabile, fosse pure una squadra di basket che ancora non esiste».
Il progetto Nba Europe prevederebbe almeno due squadre in Italia, Spagna, Germania, Francia e Regno Unito per dare vita a un campionato di stelle in stile Nba. Tra le città coinvolte Londra, Manchester, Parigi, Berlino, Milano e naturalmente Roma, che è assente da anni dal basket di vertice.
Recentemente il presidente della Federbasket, Gianni Petrucci in una intervista alla Gazzetta dello Sport, ha rivelato sull’Nba Europe che «a Torino il presidente di Fiba Europe Garbajosa ci ha aggiornato dandola per fatta. E insistendo che si parte nel 2027. Ci sono dentro giganti.
Come non si può essere entusiasti...». Non sono dello stesso avviso nel magma rosso legato ai centri sociali romani. Oltre all’ex Snia c’è anche l’Acrobax, che ha una importante realtà nel basket popolare, e varie realtà da San Lorenzo a Primavalle. Non solo. La nuova battaglia «NoNba» che parte da Roma ha l’obiettivo di servire da modello per gli altri territori.
I grandi eventi sportivi sono fumo negli occhi per la galassia antagonista. Alla lotta ProPal, contro gli sgomberi e in favore di islamisti e anarchici in carcere nel periodo olimpico si sono aggiunte le azioni di sabotaggio a Milano-Cortina. Pochi giorni fa sui blog anarchici, italiani e francesi, è rimbalzata la rivendicazione dei guasti provocati la notte del 13 febbraio all’Alta Velocità intorno a Roma, sulla linea per Napoli e su quella per Firenze in zona Salaria.
Sabotaggi motivati, si legge nel comunicato firmato «Per l’Anarchia», dalla volontà tra l’altro di colpire «un grande affare che dietro l’immagine patinata e prestigiosa del grande evento sportivo nasconde ettari di boschi di larici rasi al suolo per fare spazio a piste da sci e montagne deturpate in modo irreversibile dai relativi impianti di risalita». La nascente Nba Europe sarà il prossimo obiettivo?