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Antagonisti, anarchici e ProPal: il fronte comune passa dai carceri ai tribunali

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La "presenza solidale in tribunale a Torino per gli imputati del processo City

Davide Di Santo
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Una linea rossa che va dalla lotta per Alfredo Cospito, e con lui gli anarchici dentro e fuori dai carceri, ai detenuti palestinesi come Mohammad Hannoun. Ai presidi davanti agli istituti di pena si passa alla "presenza solidale" davanti e dentro ai tribunali, come quella di martedì 24 febbraio a Torino. L'area anarchica e antagonista si dà appuntamento dentro e fuori l'Aula Maxi 3  per testimoniare solidarietà agli imputati del processo seguito all'operazione City, inchiesta giudiziaria di Torino relativa a scontri e manifestazioni del 2023 contro il 41-bis. L’udienza coinvolge alcuni dei militanti coinvolti nel processo in cui compaiono decine di imputati con l'accusa di devastazione e saccheggio ma anche, in un secondo troncone, di concorso in questi due reati. Processo che vedrà un appuntamento cardine a maggio. 

 

"Ricordare oggi il corteo del 4 Marzo 2023 non è solo un modo per portare solidarietà alle e agli imputatx, e non lasciarlx solx davanti alla controparte. Ma è anche un modo per ricordare che la lotta contro il 41bis e l’ergastolo ostativo è una lotta sempre attuale: contro il carcere e la società che ne ha bisogno", si legge in un comunicato che annuncia l'azione, "inoltre, in questa contemporaneità bellica e genocidiaria, il reato di devastazione e saccheggio è sempre più usato dalle procure italiane per reprimere il più duramente possibile le piazze conflittuali e così terrorizzare su larga scala chi sceglie di manifestare".  E ancora: "La lotta contro il fine-pena-mai, la tortura del 41bis e le galere è legata a filo doppio con la resistenza al colonialismo, posizionandosi al fianco di chi resiste ai genocidi". 

 

Non proteste isolate, dunque. La mobilitazione del mondo anarchico e antagonista, ormai sovrapposto alle istanze ProPal e antioccidentali, ha un calendario fittissimo che punta a contrastare in modo netto la "repressione", tra azioni violente come nel corteo pro Askatasuna e i sabotaggi olimpici, e pmanifestazioni in carceri e tribunali. 

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