Leggi il settimanale
Cerca
Edicola digitale
+

Askatasuna, il Riesame dice no: resta l'obbligo di firma per uno dei violenti di Torino

Foto: Lapresse

Angela Barbieri
  • a
  • a
  • a

Il tribunale del riesame di Torino ha respinto la richiesta di revoca della misura cautelare di obbligo di firma per Matteo Campaner, uno dei tre giovani fermati per i disordini che si sono verificati il 31 gennaio scorso a Torino durante la manifestazione nazionale promossa contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. La richiesta era stata avanzata dai legali del 35enne del torinese, Stefano Coppo e Elisa Costanzo. Campaner, che è chiamato a rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, era stato fermato al termine della manifestazione.

 

 

Giusto ieri i collettivi vicini al centro sociale Askatasuna sui social avevano dato un altro aggiornamento in merito ad un’altra manifestazione violenta: “Questa mattina, con un'operazione di polizia all'alba sono stati notificati 5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma ad altrettanti compagni e compagne come esito di un'operazione della Digos di Torino, durata mesi, contro le lotte per la Palestina in città. Dai cortei oceanici che assediarono Leonardo all'ingresso dentro le ogr fino al blitz a città metropolitana e la Stampa, la procura di Torino continua a costruire il proprio castello di carte". "Fra i tanti reati imputati ci sono i blocchi stradali e ferroviari, indice della volontà sia di colpire una pratica messa in atto da migliaia e migliaia di persone in tutta Italia, sia del fatto che il movimento di settembre e ottobre ha fatto veramente paura", si leggeva ancora nel post. "A Torino da mesi si stanno susseguendo operazioni di polizia quasi settimanali contro le lotte, in un attacco che non accenna a fermarsi, ma anche le lotte non si fermano, saremo già da questo weekend a Livorno per il convegno 'per realizzare un sogno comune' organizzato dalla rete infoaut. Sarà un momento di condivisione e di analisi di come organizzarci insieme all'altezza della fase e del periodo che stiamo attraversando. Tutte e tutti liberi, solidarietà agli arrestati e alle arrestate!".

 

Dai blog