Torino, misure cautelari per i violenti propal: "Pericolo recidiva"
Riguardo ai disordini avvenuti a Torino durante le mobilitazioni propal di questi mesi, il gip di Torino ha disposto 18 misure cautelari e restrittive per i violenti: 5 arresti domiciliari, 12 obblighi di presentazione e un divieto di dimora nel Comune della città. Per il Giudice, la gravità delle "condotte poste in essere dagli indagati" durante le proteste "rende concreto, serio e quantomai attuale il pericolo che simili azioni violente sfocino in eventi ancor più gravi, con esiti infausti coinvolgendo, come già in parte accaduto anche terze persone, del tutto estranee alle manifestazioni ma ispirate da un reale intento di manifestare pacificamente''.
Di qui il "concreto pericolo" che i soggetti "liberi da vincoli e controlli" possano commettere ulteriori episodi delittuosi "analoghi per quelli cui si procede". La decisione scava nell'aspetto caratteriale dei soggetti coinvolti nell'ordinanza ''la personalità manifestata dagli indagati non consente di formulare alcuna prognosi di affidabilità sulla concreta capacità di astenersi dal commettere nuovi delitti, avendo dimostrato di non saper rispettare le basi regole della convivenza civile''.
Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp, ha espresso apprezzamento per la decisione: "Quando un giudice scrive nero su bianco che esiste un pericolo concreto e che le azioni violente possano sfociare in eventi ancora più gravi, non siamo più nel campo delle opinioni ma dei fatti. Pieno sostegno alla Questura di Torino e alla Procura della Repubblica per il lavoro svolto nell'individuare soggetti inseriti in circuiti antagonisti che hanno trasformato la piazza in terreno di scontro organizzato. Questa pericolosa saldatura tra violenze di piazza e sabotaggi alle infrastrutture, come i blocchi ferroviari, rappresenta un segnale che non può più essere sottovalutato".
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