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Bimbo con cuore danneggiato, è corsa contro il tempo: “Oggi ancora operabile, domani nuova valutazione”

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Foto: Ansa

Rosa Scognamiglio
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C’è ancora una speranza per Francesco (nome di fantasia), il bimbo di due anni e tre mesi ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato. Secondo quanto riferito da Patrizia, la mamma del piccolo, gli specialisti dell’équipe medica Heart Team del nosocomio campano avrebbero espresso un parere favorevole sulla possibilità di un eventuale nuovo intervento, qualora arrivasse un organo compatibile. “I medici hanno detto che oggi è ancora operabile, domani faranno una nuova valutazione”, ha detto la donna ai cronisti.

 

 

Il legale: “Chiederemo un terzo parere”

La buona notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di lunedì 16 febbraio. Il legale che assiste i genitori del bimbo, Francesco Petruzzi, ha annunciato di voler chiedere un “parere terzo” circa le condizioni di operabilità del giovanissimo paziente, dopo la valutazione già espressa dagli specialisti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, il cui riscontro è stato negativo. “Un bambino di quell’età ha una reazione diversa rispetto a un trapianto dell’organo, mi è stato spiegato dai medici. - ha spiegato Petruzzi all’Ansa - Quindi proprio per questo abbiamo chiesto una third opinion (terzo parere ndr) a degli organi internazionali. Attendiamo che il Monaldi mandi tutte le relazioni dell’equipe interdisciplinare per poter chiedere noi il parere di terzi”.

La mamma del bimbo: “Non mollo”

La mamma del piccolo Francesco, che ieri ha rivolto anche un appello al Papa, seguita con fermezza e determinazione nella ricerca di un donatore compatibile per il figlioletto. “Non mollo. Mio figlio è ancora in lista per un trapianto”, ha detto la donna ai giornalisti che l’hanno intercettata all’esterno del Monaldi. “Anche il papà è distrutto”, ha proseguito. Il piccolo vive da quasi due mesi attaccato all’Ecmo, un macchinario salvavita. Al momento, le sue condizioni di salute sono precarie ma stabili.

 

 

Cosa è emerso dalle indagini

Sulla vicenda indaga la Procura di Napoli. Sei persone, tra medici e paramedici, sono state iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di lesioni colpose, ma l’inchiesta potrebbe allargarsi. Stando a quanto emerso nelle ultime ore, il contenitore utilizzato per il trasporto del cuore da Bolzano a Napoli non era omologato per gli organi destinati a trapianto. Sarebbe stato adagiato in un box di plastica rigida contenente ghiaccio secco (anidride carbonica solida) invece del ghiaccio tradizionale. Questo tipo di procedura avrebbe danneggiato le fibre del cuore, che quindi è risultato “bruciato” a causa delle temperature eccessivamente basse. Le indagini dovranno stabilire se ci sia stato un malfunzionamento o eventuali responsabilità dei medici coinvolti. Stamattina la Procura del capoluogo campano ha ascoltato, come persona informata sui fatti, il cardiologo responsabile del follow-up post trapianto. L’avvocato Petruzzi, che questa mattina ha incontrato i pm titolari del fascicolo, nei prossimi giorni presenterà istanza di acquisizione della documentazione medica relativa al caso.

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