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L'asse tra ProPal e anarchici per liberare Hannoun e Cospito

Foto:  Ansa 

Davide Di Santo
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Una campagna coordinata che ha come punto di partenza ideale le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 per culminare con cortei e presidi davanti alle carceri. È quella della galassia ProPal per la liberazione di Mohammad Hannoun e tutti gli altri palestinesi arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla rete di finanziamento di Hamas in Italia. Una serie di iniziative nazionali, cittadine e iper-locali che si sovrappongono alle altre istanze delle anime gruppettare della protesta: dagli anarchici pro Cospito ai movimenti anti-Israele, anti-Usa, anti-Nato, anti-Meloni e compagnia manifestante. A dettare l’agenda della mobilitazione sono le radio della galassia antagonista. Sì, la cara vecchia modulazione di frequenza, il cui flusso di comunicazione è più difficile da monitorare rispetto a social e siti internet. Una volta nell’etere, gli spezzoni viaggiano sullevarie emittenti «libere» per poi finire sulla rete, digitalizzati e condivisi su forum nascosti, blog anarchici e siti di controinformazione.
Già definito il calendario di manifestazioni e presidi fuori dai carceri. Il tam tam parte da Radio Onda Rossa, l’emittente autogestita di Roma con sede a San Lorenzo. Il 21 febbraio davanti all’istituto di pena di Melfi, in Basilicata, è prevista un’azione in favore del palestinese Anan Yaeesh, condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione nel processo per associazione con finalità di terrorismo celebrato a L’Aquila. Lo stesso giorno ci sarà una manifestazione per Ahmad Salem, detenuto in regime di alta sicurezza nella casa circondariale di Corigliano-Rossano, in Calabria, dove è in attesa di giudizio con varie accuse tra cui l’auto-addestramento con finalità di terrorismo. Appuntamento clou il primo marzo con la manifestazione davanti al carcere di Terni in favore della liberazione del «compagno Hannoun».

Intanto ieri a Viterbo è andato in scena il corteo «Sabotiamo la guerra e la repressione» partito da via Cattaneo e conclusosi in piazza Verdi. Una manifestazione che ha unito sotto la stessa kefiah la lotta per la resistenza arabo -palestinese, la mobilitazione contro il 41 bis, contro le «aggressioni imperialiste della Nato» e natural mente contro il governo. Ma soprattutto ha segnato la plastica convergenza tra i movimenti ProPal perla liberazione dei «compagni Anan, Ahmad, Hannoun, Sha hin, Tarex» e la costellazione di sigle anarchiche e centri sociali in lotta permanente per Cospito. Un centinaio di partecipanti ha sfilato per le vie del centro, chiuse al traffico per il rischio di scontri dopo la guerriglia di Torino. «La repressione non ci fermerà, resistenza e solidarietà» e «Fate uscire i nostri compagni dal 41 bis» i messaggi su alcuni degli striscioni mostrati.
In un corteo che conferma come ProPal, anarchici e centri sociali ormai marcino fianco a fianco: non hanno mai avuto tanti «nemici» in comune come in questo momento

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