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Iran-Stati Uniti, conclusi colloqui sul nucleare. L'avviso dell'ambasciata e le sanzioni

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Si sono da poco conclusi a Muscat, in Oman, i colloqui negoziali sul nucleare fra la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti guidati dall'inviato speciale in Medio Oriente Steve Witkoff. L'Oman aveva già ospitato gli incontri nella primavera 2025, poi interrotti dalla 'guerra dei 12 giorni' fra Israele-Usa e gli Ayatollah. 

Prima dell'incontro, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva fornito rassicurazioni circa la difesa della "sovranità e sicurezza nazionale" da qualsiasi "richiesta eccessiva o avventurismo" americano. E, durante lo svolgimento dei lavori, era giunto anche il sostegno di Pechino contro il "bullismo unilaterale".

Nessuno sbilanciamento sui possibili sviluppi, ma nel frattempo l'ambasciata americana in Iran ha invitato i concittadini "a lasciare ora il paese" o, in ogni caso, a prevedere un piano "che non dipenda dall'aiuto del governo statunitense". Per gli impossibilitati, la nota richiede di "evitare le dimostrazioni, mantenere un basso profilo e fare attenzione a ciò che vi circonda". Il motivo è dato dalle "misure di sicurezza rafforzate" con "chiusure stradali, interruzioni del trasporto pubblico e blocchi di Internet". Pertanto, prosegue il comunicato, occorre "pianificare mezzi di comunicazione alternativi e, se possibile, prendere in considerazione l'idea di lasciare l'Iran via terra per raggiungere l'Armenia o la Turchia". Per quanto riguarda i voli, l'ambasciata mette in guardia: "Cancellazioni e interruzioni dei voli sono possibili con poco preavviso". Altro consiglio è quello di "tenere il telefono carico e continuare a comunicare con familiari e amici" oltre a tenere a portata di mano "cibo, acqua, medicinali e altri beni di prima necessità".

Intanto, il dipartimento di Stato ha annunciato sanzioni contro 15 entità, due individui e 14 navi della flotta ombra coinvolti nel commercio illecito di petrolio, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici iraniani. Queste, si legge in una nota, hanno "generato entrate che il regime utilizza per finanziare le sue attività dannose. Invece di investire nel benessere del proprio popolo e nelle infrastrutture fatiscenti, il regime iraniano continua a finanziare attività destabilizzanti in tutto il mondo e a intensificare la repressione all'interno dell'Iran".

 

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