Assassini, pusher e stupratori: ecco la feccia che le toghe rosse ci hanno rispedito dall'Albania - Esclusivo
È uno schiaffo in faccia all’Italia intera. Quaranta stranieri, selezionati per essere trasferiti nel centro di detenzione in Albania, sono stati «rimandati indietro» come pacchi difettosi. Perché? Semplice. Perché in Italia agisce l’imponente combinato disposto di tre fattori: tendenza di molti magistrati alla politicizzazione delle proprie decisioni, ingorgo normativo e procedurale, pressione di una parte politica (la sinistra) che ragiona sull’immigrazione clandestina in palese contrasto con l’interesse nazionale.
Indignarci non basta. Sinistra e magistrati devono rispondere
Oggi questo giornale ve la racconta questa storia. E vi racconta per filo e per segno che razza di gentiluomini ci tocca tenere a casa nostra. Provengono dai Cpr di Torino (2), Roma (4), Milano (6), Gorizia (3), Caltanissetta (4), Palazzo San Gervasio (6), Bari (9) e Brindisi (6). Le nazionalità? Un identikit da allarme rosso: 13 marocchini, 8 pakistani, 6 algerini, 6 bengalesi, 4 tunisini, più un nigeriano, un moldavo e un georgiano. Partiamo da Torino, dove il Cpr ha «restituito» due bombe a orologeria. Il primo è M.A., algerino: un recidivo da manuale. Furti, rapine, porto abusivo di armi, lesioni personali. E non basta: arresti multipli e false generalità, come se cambiare nome fosse un gioco.
Accanto a lui, M.H., pakistano: crimini violenti a raffica, maltrattamenti e lesioni alla ex compagna, minacce di morte, risse, stupefacenti. Un mostro domestico che trasforma la vita altrui in un incubo. Spostiamoci a Milano, qui i casi sono sei. M.J., pakistano, è un incubo vivente: condannato per detenzione di materiale pornografico, pornografia minorile, adescamento di minori, violenza sessuale aggravata e pornografia virtuale. Non è «microcriminalità»: è una minaccia per i nostri figli, una bomba sociale che dovrebbe essere disinnescata all’istante. Poi c’è M.A., bengalese del 2004: giovane, ma già marcio. Porto di armi o oggetti atti a offendere, atti osceni vicino a minori, furto aggravato, violenza sessuale. Un predatore in erba che infesta le strade. E S.B., tunisino: minacce, atti persecutori, rapina impropria, armi.
Kelany accusa: con il governo di destra i giudici rimettono in libertà i clandestini
Da Caltanissetta arriva S.A., bengalese: violenza domestica, lesioni personali aggravate, evasione. Un evaso che picchia in casa propria e noi lo teniamo qui? Vergogna. Bari, con nove casi, è un catalogo dell’orrore. H.S., tunisino: condanne per lesioni, violazioni di sigilli, armi; precedenti per rapina, ricettazione, droga; addirittura indagato per tentato omicidio al fratello. Poi M.T., marocchino: stupefacenti a iosa, più accuse gravissime – lesioni, violenza sessuale, sequestro di persona, violenza privata, minacce. E J.I., pakistano da Brindisi: furto, rapina, tentata estorsione. Brindisi ne ha sei di questi «regali avvelenati», tra cui B.A., marocchino: violenza sessuale in famiglia sulla moglie, stalking, violazione dell’ordine di allontanamento, furti, rapine. Non «fragilità umana»: predazione pura, che devasta vite.
A Palazzo San Gervasio, altri sei casi da brividi. H.A., marocchino: lesioni aggravate, ingresso illegale, rissa, danneggiamento, furto. F.K., algerino: spaccio ripetuto, lesioni, porto armi, resistenza, minacce. Un trafficante armato che sfida lo Stato. La lista continua con traffico di stupefacenti, rapine in abitazione, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale, documenti falsi, violazioni dell’ordine del Questore.
Roma, dal CPR di Ponte Galeria, non è da meno con quattro profili da incubo. I.A., pakistano: denunciato per violenza sessuale e atti osceni vicino a minori, più oltraggio e irregolarità migratorie. Un pervertito che minaccia l’infanzia. W.Y., algerino: condanne multiple per traffico di droga. V.S., moldavo: stupefacenti, stalking, documenti falsi. Gorizia contribuisce con tre casi, tra cui L.R., algerino: oltre 20 condanne, reati contro il patrimonio, pericolosità sociale certificata. Non un «da accompagnare»: uno da cacciare via immediatamente. E dal resto della lista, T.M., nigeriano da Bari: riciclaggio, droga, truffa, lesioni, ricettazione, danneggiamento.
Termini far west, bottiglie contro la troupe di Fuori dal coro: video choc
Certo, qualcuno ha «solo» precedenti minori: soggiorno irregolare, sanzioni burocratiche. Ma il quadro complessivo è agghiacciante: una marea di reati violenti, sessuali, predatori. Armi, rapine, stupri, pornografia minorile, stalking, violenze domestiche, droga.
Basta ipocrisie, basta scuse. Buttare fuori dall’Italia questa gentaglia è cosa buona e giusta. Opporsi al pieno utilizzo dei centri in Albania significa volere il male dell’Italia.
Com'era la storia «i magistrati non c'entrano col problema sicurezza»?
Dai blog
Lazio, solita beffa arbitrale
Mistero David Bowie. Enigma tra esoterismo e trasformazioni
Generazione AI: tra i giovani italiani ChatGPT sorpassa TikTok e Instagram