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Mattarella: "Insensata pace di chi muove la guerra, Italie e Ue con Kiev"

Simone Russo
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Di fronte a "un ordine internazionale che vacilla", senza che all'orizzonte "si intraveda, nell'immediato un'alternativa", non sono ammessi tentennamenti o scorciatoie che mettano da parte quei valori per i quali, dal 1945 ad oggi, intere generazioni si sono spese e sacrificate. Perché "non è accettabile un mondo con pochi predestinati seduti a banchetto e molti altri destinati a sperare di ricavarne alcune briciole". Sergio Mattarella accoglie al Quirinale il corpo diplomatico accreditato nel nostro Paese - 132 ambasciatori provenienti da tutto il mondo ad eccezione di Russia e Bielorussia - per il consueto scambio di auguri di fine anno e rinnova la sua lezione di europeismo e multilateralismo, per il Capo dello Stato argini più che mai attuali a quelle "logiche di potenza e di sopraffazione" che al giorno d'oggi "cercano di prevalere".

L'inquilino del Colle si rifà alla Carta delle Nazione unite, mette in luce - non dimenticando le ombre - i progressi fatti dall'umanità grazie ai valori a partire dai quali, 80 anni fa, è stata scritta. Ricorda le libertà conquistate, i traguardi raggiunti in termini di benessere, i risultati ottenuti nel controllo della corsa agli armamenti. Adesso tanti segnali vanno nella direzione opposta e Mattarella ritiene necessario "ribadire con forza che l'uso o anche la sola concreta minaccia di introdurre nei conflitti armamenti nucleari appare un crimine contro l'umanità". Il Capo dello Stato si interroga e interroga i suoi ospiti: "Cosa è accaduto, cosa sta accadendo se protagonisti di primo piano del 'vecchio' ordine internazionale si propongono, con i loro comportamenti, di dare vita a un 'nuovo ordine', basato su sopraffazione con ogni mezzo, violenza, guerra, conquista, competizione tra gli Stati per l'accaparramento di risorse, tentando, così, di perpetuare diseguaglianze tra i popoli? Va respinta l'ipotesi che possano essere questi i valori intorno a cui costruire un "nuovo ordine'", dice chiaro. Il riferimento alla "Federazione russa" è esplicito. Mattarella ribadisce ancora una volta come sia stata Mosca a "travolgere" il percorso definito dal diritto internazionale "ripristinando, con la forza, l'antistorica ricerca di zone di influenza, di conquista territoriale, di crudele prepotenza delle armi". Se questa è la premessa, per l'inquilino del Colle è allora "paradossale" il principio di chi intende "muovere guerra per fare la pace". Di più. "Appare insensata la pace evocata da parte di chi, muovendo guerra, pretende in realtà di imporre le proprie condizioni", scandisce. Mentre "fondamentale e insuperabile" rimane il principio secondo il quale "gli interessi nazionali o particolari non possono prevalere rispetto alla tutela del valore universale della persona umana, fondamento sostanziale di ogni altro diritto e conquista del nostro tempo".

In questo quadro, il sistema ideato nel 1945 "richiede palesemente di venire adeguato" ma non va picconato e stravolto. Anche l'Ue, che a più riprese Mattarella ha invitato ad agire e a riformarsi per essere più efficace, rimane per Mattarella "una delle più riuscite esperienze di pace tra i popoli e di democrazia" e va difesa. Diversamente, "la storia insegna che, nei rapporti internazionali, dinamiche puramente bilaterali pongono il più debole alla mercé del più forte. Non è accettabile la pretesa che quelle dinamiche tornino a essere la misura dei rapporti tra popoli liberi". Condividere principi e regole, insomma, non rappresenta una gabbia, ma una rete di sostegno ai più deboli e per l'inquilino del Colle non sorprende che a contestarla siano "corporazioni internazionali che si espandono pretendendo di non dover osservare alcuna regola: questa non sarebbe libertà ma arbitrio", insiste.

Per dare nuova forza al vecchio ordine internazionale e riformare le organizzazioni internazionali, quindi, alcuni punti cardinali restano inamovibili. A partire dalla definizione dei conflitti in corso. Nel quarto Natale di guerra in Ucraina, mentre il mondo valuta il piano proposto da Donald Trump, Mattarella ribadisce con la stessa forza di sempre che "l'Europa e l'Italia restano saldamente al fianco" di Kiev e del suo popolo, "con l'obiettivo di una pace equa, giusta, duratura, rispettosa - la sottolineatura - del diritto internazionale, dell'indipendenza, della sovranità, dell'integrità territoriale, della sicurezza ucraine". E anche in Medioriente, se sono "importanti" gli spiragli che si sono aperti, "molto resta ancora da fare per consolidare il cessate-il-fuoco ed evitare che si dissolva, per ripristinare anche pienamente gli aiuti umanitari a una popolazione stremata, per avviare la ricostruzione". L'auspicio per il Capo dello Stato resta quello di vedere affermarsi pace e stabilità. "Questi traguardi non possono prescindere dalla pacifica coesistenza, nella sicurezza, dei popoli israeliano e palestinese, nella cornice della soluzione a due Stati, che occorre sostenere e difendere da qualsiasi tentativo di comprometterne la praticabilità. Non ve ne sono altre", ribadisce. Di fronte al corpo diplomatico, quindi, l'inquilino del Colle rinnova il suo invito ad agire: "Per dare speranza al futuro dell'umanità occorre un rinnovato sforzo collettivo". "Con coraggio vanno difese le ragioni di un ordinamento internazionale equo e sostenibile. Un'opera in cui non può mancare il contributo della diplomazia, costruttrice di dialogo e di ponti tra Stati, governi, popoli"

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