
Cecilia Sala, il Ros chiarisce: "Nessuna indagine aperta sull'arresto della giornalista"

Non ci sono "indagini in corso" né sono state date "specifiche deleghe" in relazione all'arresto e alla detenzione in Iran di Cecilia Sala. Lo fa sapere in una nota il Raggruppamento Operativo Speciale dell’Arma parlando di notizie "prive di fondamento". Il Ros "come di consueto si è limitato ad acquisire dalla signora Sala dichiarazioni spontanee sull’accaduto, che sono state depositate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma". La giornalista del Foglio e di Chora Media è stata arrestata lo scorso 19 dicembre a Teheran. La 29enne, accusata di aver infranto le leggi della Repubblica islamica, è rimasta nel carcere di Evin per circa tre settimane, prima della scarcerazione, ottenuta grazie al lavoro dei servizi e della diplomazia e, secondo quanto ricostruito nei giorni scorsi, al viaggio lampo della premier Giorgia Meloni in Florida per incontrare il presidente-eletto Donald Trump.

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Sul fronte invece dell’inchiesta della Procura di Milano sul caso di Mohammed Adebini Najafabadi, il presunto "ingegnere dei droni" di Teheran arrestato a Malpensa il 16 dicembre, si apprende da fonti inquirenti che il cellulare, il tablet e l'hard disk sequestrati durante l’arresto sono nella disponibilità della Procura che a oggi non ha ricevuto dagli Stati Uniti nessuna rogatoria internazionale con richiesta di consegna del materiale. Il verbale di sequestro probatorio è stato convalidato dalla Procura di Busto Arsizio e poi trasmesso a Milano nel fascicolo aperto a modello 45, senza indagati né ipotesi di reato, dal Procuratore Marcello Viola con l’aggiunto Eugenio Fusco. Non sono in corso attività investigative sui device sequestrati ad Abedini.
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