
Open arms, l'ultimo scontro tra accusa e difesa infiamma l'aula bunker

In un'aula bunker carica di tensione al carcere Pagliarelli di Palermo, si è consumato un vero e proprio duello verbale al processo Open Arms, con il leader della Lega, Matteo Salvini, sotto accusa per sequestro di persona e rifiuto di atti d'ufficio per gli eventi dell'agosto 2019. La procuratrice aggiunta Marzia Sabella e l’avvocato Giulia Bongiorno hanno dato vita a un botta e risposta che ha lasciato tutti col fiato sospeso.
Marzia Sabella ha chiuso le repliche dell'accusa con un discorso che ha scosso l'aula. "Non confondiamo i numeri. La capienza massima è una cosa, la capacità reale per i servizi a bordo della Open Arms è un'altra, solo per 19 persone, l'equipaggio. Immaginate 147 anime stretti in uno spazio pensato per pochi”. “Ma qui c'è di più - ha aggiunto il pm: questa nave ha ottenuto l'accesso alle nostre acque per ordine giudiziario, con un accordo di distribuzione già stabilito e senza minacce alla sicurezza nazionale. Questo, signori, è il cuore del dibattimento", ha tuonato Sabella, chiedendo una condanna a 6 anni per Salvini. E ancora. "Non si tratta di malati che implorano cure, ma di esseri umani che reclamano la loro libertà!", ha proseguito Sabella, puntualizzando che l'accusa contro Salvini è per sequestro di persona, non per lesioni, mettendo in primo piano il diritto alla libertà.

"Sono orgoglioso, rifarei tutto". Open arms, la verità di Salvini
Giulia Bongiorno, con la grinta che l’ha sempre contraddistinta, ha chiesto e ottenuto 15 minuti per controbattere, preparando una risposta che ha acceso l'aula. "Il pm ci ha mostrato un mosaico, ma ha dimenticato di illuminare il quadro intero. È come guardare il Duomo di Monreale con una torcia puntata sui dettagli, perdendo la maestosità del tutto", ha esclamato la difesa di Salvini, criticando l'omissione di punti cruciali della sua arringa e il silenzio assordante delle parti civili. Bongiorno ha portato alla luce la questione dei minori con una lista che stabiliva chi poteva sbarcare, datata 6 agosto, e ha ricordato che la lettera di Enzo Moavero Milanesi, ex ministro degli Affari Esteri, emersa nel contesto del processo Open Arms, contestava gli eventi fino al 14 agosto, quando la nave non era ancora in acque italiane. "Open Arms ha sfidato Spagna, Malta e Italia! Condannare Salvini? - ha tuonato Bongiorno - sarebbe come dare il via libera a chi ignora gli ordini internazionali. Quindi ribadisco l'assoluzione di Matteo Salvini". A questo punto, il presidente della Corte, Roberto Murgia, ha dichiarato chiusa l'istruttoria dibattimentale, ritirandosi in camera di consiglio.
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