
Sharon Verzeni, “non si vede da settimane”. Al setaccio la pista dello spacciatore

C’è una nuova testimonianza, forse chiave, sul caso della morte di Sharon Verzeni, accoltellata a Terno d’Isola. A parlare è il titolare di un alimentari situato non distante dal luogo del delitto e con parole, riferite dal Corriere della Sera, piuttosto esplicite: “Saranno una decina, in gran parte marocchini. Fanno sempre un gran casino e sono veloci di lama. Per qualche giorno non li ho più visti, ma pian piano stanno tornando. Tutti, tranne uno. Non si vede da settimane. I carabinieri mi hanno anche fatto vedere diverse foto segnaletiche, ma non c’era quella del tizio che è sparito da settimane. Avrà sui 35 anni. Se me lo dovessi trovare davanti lo riconoscerei subito. Farebbero bene a cercarlo anche i carabinieri”.

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“Sono venuti a minacciarmi. Mi hanno detto ‘Sei un infame, perché non ti fai i ca... tuoi’. Avevano visto i carabinieri in borghese in negozio”, le parole dell’uomo che racconta la reazione dei presunti spacciatori. “Quella dello sbandato è una delle piste sulle quali stiamo lavorando, assieme ad altre”, si limitano a dire gli inquirenti. Il quotidiano racconta di come Terno d’Isola sia “diventata una vera e propria piazza di spaccio, dove confluiscono pusher e tossicodipendenti da tutta la Bergamasca. Pare sia la stazione ferroviaria a fare da catalizzatore per gli spacciatori provenienti dai vari comuni lungo la Bergamo-Lecco e la Bergamo-Milano, via Carnate. In gran parte nordafricani, molti marocchini, spesso senza fissa dimora, che giornalmente vengono a bivaccare qui”. Il lavoro per identificare tutte le persone presenti nella zona quella notte va avanti senza sosta.

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