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Che Tempo Che Fa, "scollamento dalla realtà": l'oncologa elenca gli effetti del Fentanyl

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Negli Stati Uniti è "un’emergenza nazionale" da 180 morti al giorno. In Europa è un fenomeno che si sta diffondendo ma su cui non ci sono ancora dati precisi: gli ultimi risalgono al 2021 con 137 decessi, 88 dei quali in Germania. E l’Italia non resta a guardare. Lunedì in Consiglio dei ministri è stato presentato il "Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio del Fentanyl e di altri oppioidi sintetici", allo scopo di alzare la guardia contro un problema che ancora non dà segnali di allarme ma rischia di diventare serio, proprio perché è associato a sostanze terapeutiche. Il Fentanyl, infatti, è un farmaco di laboratorio con effetti simili a quelli della morfina, ed è quindi impiegato come anestetico in chirurghia, o come analgesico per le cure oncologiche e del dolore. Ma è molto più potente della morfina e può portare alla morte se mischiato arbitrariamente con altri farmaci o se assunto in dosi superiori ai 2 milligrammi. Questo è stato l'argomento lanciato sul tavolo del dibattito da Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa. 

 

 

Ospite in studio, l'oncologa palliativista Giulia Nazzicone ha provato a fare il punto sulla questione che sta allarmando anche il nostro Paese, spiegando quali sono gli effetti che il Fentalyn provoca. "Fentanyl è diventato una droga perché ha degli effetti sul nostro sistema nervoso centrale, quindi il nostro cervello. Utilizzato al di fuori del controllo medico produce degli effetti che possono essere simili a quelli di una droga", ha detto. "Per esempio uno stato euforico, allucinazioni, come uno scollamento da una realtà. Tutto ciò viene ricercato come effetto ricreativo", ha aggiunto l'esperta. Ma perché se ne sta parlando con insistenza ora? Il basso costo di produzione e l’alto tasso di dipendenza che sviluppa hanno reso il farmaco una sostanza appetibile per il mercato clandestino degli stupefacenti, anche perché non servono grandi mezzi per sintetizzarla: basta avere i "precursori chimici", di cui l’industria cinese è la prima produttrice mondiale.

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