grande rabbia

La protesta dei trattori a Bruxelles contro le follie degli euroburocrati

Giuseppe China

La protesta degli agricoltori a bordo dei trattori si allarga sempre più. Dopo essersi diffusa nei principali Paesi europei, Italia, Francia e Germania ma non solo, la mobilitazione raggiunge il Parlamento dell’Ue. In mattinata migliaia di manifestanti sono attesi a Place du Luxembourg, di fronte la sede dell’istituzione comunitaria. Dunque in concomitanza con il Vertice europeo straordinario sul bilancio, la contestazione avrà al centro «le follie dell’Unione europea che minacciano l’agricoltura», spiega in una nota Coldiretti. Le numerose proteste che hanno bloccato strade e città del Vecchio Continente hanno già ottenuto un primo e significativo risultato, dato che il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato una serie di deroghe alle norme comunitarie sull’obbligo di mantenere i terreni incolti. In occasione dell’evento di Bruxelles sono state annunciate «eclatanti azioni dimostrative» per denunciare «gli effetti delle politiche europee che mettono in pericolo la sopravvivenza delle campagne». E ancora: «Le "follie dell’Europa a tavola" per toccare con mano gli effetti di normative ideologiche e senza freni che rischiano di stravolgere per sempre lo stile alimentare degli italiani, a partire dalla dieta mediterranea, e il sistema produttivo nazionale basato su qualità e tradizioni millenarie».

 

Per comprendere la portata dell’iniziativa di fronte al Parlamento europeo non bisogna dimenticare che ieri per alcune ore l’autostrada delle Fiandre in prossimità di Aalter è rimasta bloccata in entrambe le direzioni. Nel pomeriggio è previsto un confronto tra i sindacati agricoli e il commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski. A proposito del delicato tema politiche agricole comunitarie è intervenuto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida: «Dobbiamo dire che alcune scelte sull’agricoltura nell’Unione europea sono state sbagliate. Ridurre la produzione a parità di consumo porta a comprare di più da chi non rispetta le tue regole di diritto del lavoro, di sostenibilità ambientale. Con regole troppo rigide in Europa non abbiamo salvaguardato l’ambiente, abbiamo devastato le produzioni cancellando il reddito e la redditività di quelle che erano attività di uomini e donne libere, che avevano terra e lavoro. All’inizio ha aggiunto il titolare del dicastero dell’Agricoltura durante l’apertura della Fieragricola a Verona - ci si è cascati in molti: ti do soldi per non produrre, l’Unione europea ne ha dati tanti, e alla fine se ti dicono che ti pagano tanto bene per non lavorare, ti viene anche la tentazione di non farlo».

 

All’ingresso della rassegna scaligera erano presenti un gruppo di 300 manifestanti e cinque trattori, durante l’evento alcuni portavoce degli agricoltori hanno incontrato il ministro Francesco Lollobrigida. Al quale hanno ribadito che «la madre di tutte le battaglie», a loro giudizio, «è la legge sui costi di produzione: vogliamo che l’Ismea (istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, ndr) li certifichi e che dunque venga riconosciuto il costo di produzione per i vari prodotti, dal latte al grano affinché da lì si parta per le trattative con i trasformatori e la grande distribuzione organizzata».