L'aria che tira

Covid e feste, l'allarme di Pregliasco: "Fase sfortunata, fiammata annuale"

Gabriele Imperiale

Fabrizio Pregliasco richiama tutti all’attenzione. Ospite de L’aria che tira su La 7, il virologo risponde a David Parenzo che gli chiede se gli attuali dati – che certificano un aumento dell’ospedalizzazione nelle ultime settimane – debbano farci preoccupare e che cosa dovremmo fare. “Siamo in una fase sfortunata in cui la solita classica influenza e le forme respiratorie in qualche modo sta avendo la sua fiammata annuale – spiega il virologo – In più ci si è messo in mezzo un covid più buono, un covid però molto contagioso con varianti che sono evasive e che riescono a colpire anche persone che hanno già subito la malattia o che si sono vaccinate nel passato”.

 

 

Ecco il quadro attuale, ma i dati cosa ci dicono? Pregliasco risponde che “evidenziano come ci sia una parte di popolazione (i fragili e gli anziani) che possono ancora avere effetti pesanti per questa patologia che stiamo un po’ sottovalutando”. Un calo dell’attenzione fisiologico secondo Pregliasco che anzi giustifica la sicurezza diffusa nell’affrontare il Covid: “Abbiamo passato anni di sofferenza quindi io dico godiamoci questa nuova normalità, gestiamo queste feste nel miglior modo possibile”. Ma il virologo è pur sempre un virologo e non può fare a meno che dare un consiglio su come affrontare le prossime festività: “Tre elementi: suggeriamo alla vaccinazione i fragili, gli anziani perché per loro può far male. Suggeriamo a loro di eseguire un tampone per il covid perché così possono avere i farmaci antivirali specifici per loro”.

 

 

E infine, raccomanda Pregliasco, “un po’ di buon senso e attenzione nelle situazioni in cui siamo colpiti e dobbiamo andare a casa con i parenti più fragili – perché, spiega il direttore dell’Ospedale Galeazzi di Milano – possiamo contagiare queste persone”. Mantenere sempre alta la guardia è quindi necessario perché – il ricercatore chiude il suo intervento – noi tendiamo a dimenticarci del virus, ma il covid non si sta affatto dimenticando di noi”.