impennata

Migranti, Porro dà la cifra choc: a quanto ammonta il "conto" per l'accoglienza

Christian Campigli

Numeri sconvolgenti. Sui quali la necessità di intervenire, immediatamente, è tanto ovvia quanto tutt'altro che semplice. L'emergenza migranti, al di là dell'evidente questione politica (legata sia agli equilibri all'interno del governo, che alla grande attenzione riservata al tema da parte dell'elettorato conservatore) rischia di modificare i piani dell'esecutivo, anche in termini di spesa pubblica, di investimenti e di tagli delle tasse. Nicola Porro, durante l'ultima puntata di “Stasera Italia”, in onda su Rete 4, ha snocciolato delle cifre che fanno, oggettivamente, tremare i polsi.

 

Il nostro Paese sarà costretto ad usare ben 3 miliardi e mezzo di euro per l'accoglienza: un'impennata quasi insostenibile. Per capirsi, i cantieri aperti per le Olimpiadi invernali del 2026 di Milano – Cortina sono costati sin qui, al contribuente dello Stivale, la medesima cifra. Che si tratti di una prospettiva inaccettabile, oltre per questioni di ordine sociale e di sicurezza urbana, appare del tutto evidente se si paragona la spesa italiana a quella dell'intera Unione Europea. Che, mediamente, usa circa 40 miliardi per i migranti africani. Un numero da dividere però per ventisette (ovvero, gli Stati che la compongono). Risultato: 1 miliardo e 400 milioni a testa. Non serve una laurea in matematica per comprendere che l'Italia, se non vi sarà una netta inversione di rotta, spenderà quasi il triplo delle altre nazioni del Vecchio Continente.

 

Per arrivare alla cifra finale è necessario ricordare come, solo nel 2021, i cittadini italiani avevano utilizzato un miliardo e 700 milioni delle loro tasse per l'accoglienza. Considerando che, nel 2023, giungeranno sulle nostre coste, come minimo, il doppio degli immigrati è dannatamente semplice arrivare alla sconvolgente cifra finale. Il solo kit di primo ingresso costa 150 euro l'uno. Moltiplicato per 132 mila dà come risultato 19 milioni e 800 mila euro. E che dire dei Cpr: lo scorso anno sono stati spesi 26 milioni di euro. A dicembre si toccheranno i 32 milioni. Numeri che fanno paura. Perché rischiano di far saltare opere pubbliche, taglio di tasse o altri investimenti. Indispensabili per far ripartire l'Italia.