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Trentino, inseguiti dall'orsa: si erano avvicinati troppo al cucciolo

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Angela Bruni
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Due giovani inseguiti e messi in fuga da un’orsa in Trentino Alto Adige. Il plantigrado era con un cucciolo quando si è imbattuta nei due che percorrevano il sentiero Mandrel, nelle Giudicarie, alle sei del mattino. L’orsa è sbucata dalla boscaglia ed è corsa verso di loro. Terrorizzati, hanno cercato di scappare, pensando ad un attacco che avrebbe potuto essere fatale, come accaduto lo scorso aprile ad Andrea Papi, il runner aggredito in Val di Sole. Uno dei giovani è così tornato indietro lungo il sentiero mentre l’altro si è arrampicato sull’albero più vicino. Non conoscendo, evidentemente, il comportamento dell’animale. Gli orsi, infatti, sono soliti salire sugli alberi. E così l’altezza della pianta non ha affatto protetto lo sprovveduto che, per sfuggire al plantigrado che lo stava inseguendo sull’abete, si è lasciato cadere a terra quando l’orsa gli dato una zampata sulla scarpa. Nel «volo» ha sbattuto su alcune pietre riportando una serie di contusioni al costato. L’orsa, per fortuna, non l’ha aggredito ulteriormente. Secondo indiscrezioni i due potrebbero essere dei cacciatori, o meglio bracconieri, dal momento che la caccia in questo periodo è chiusa.

«Cosa ci facevano alle sei del mattino due persone su un sentiero diretto a una postazione di caccia a 1.700 metri di quota in periodo di silenzio venatorio? Erano armati? Volevano soltanto osservare gli animali selvatici o avevano qualche altro scopo?», si chiede l’Ente Nazionale Protezione Animale. In particolare, l’associazione chiede alle autorità del Trentino di «verificare che i presunti cacciatori non si trovassero sul posto per infastidire gli animali o, peggio ancora, per compiere attività di bracconaggio». Nel caso dovessero emergere ipotesi di violazioni normative, l’associazione è pronta ad agire in giudizio nei loro confronti. L’uccisione, tre mesi fa, del runner Andrea Papi ha portato alla cattura dell’orsa Jj4 e alla richiesta, da parte delle autorità del Trentino, di sopprimere l’animale. La «condanna a morte» è stata però sospesa dai giudici del Tar a seguito del ricorso presentato dalla Lega Anti Vivisezione. E ora Jj4 dovrà essere trasferita presso il Libearty Bear Sanctuary di Zarnesti, in Romania. Dove potrà vivere in libertà gli anni che le restano. Anche per l’orso Mj5, che il 5 marzo ha aggredito un escursionista a Rabbia, vicino Trento, è in vista il trasloco in un santuario per animali all’estero. 

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