Saranno riaperte domani le trattative per i ferrotranvieri. E' quanto rivelano fonti del Ministero dei Trasporti al termine dello sciopero dei treni di oggi la cui conclusione, alle ore 15, è stata imposta ieri dal Mit che ha dimezzato di fatto la durata della protesta. E proprio il ministro Matteo Salvini ha auspicato la ripresa del dialogo tra le società di trasporto ferroviario e i sindacati. Intanto infuria la polemica.
Mentre Salvini si dice "orgoglioso di non aver lasciato a piedi milioni di cittadini", secondo la Uil Trasporti quella di oggi è stata "una pagina nera nella storia del Paese". La Filt Cgil afferma invece che l’adesione da parte dei lavoratori è stata altissima. Da Trenitalia e Italo "hanno risposto in massa alla protesta indetta a seguito dell’incapacità di due aziende di chiudere due vertenze aperte da mesi ma anche contro un’ordinanza vergognosa - scrive il sindacato in una nota - del Ministero dei Trasporti che penalizza lavoratori e lavoratrici e osteggia pesantemente il diritto di sciopero previsto dalla costituzione". Non sono d’accordo le aziende. Trenord infatti riferisce che il servizio, dalle 3 alle 15 ei oggi - gli orari in cui si è svolto effettivamente lo sciopero - è stato regolare.
Alla base della decisione di Salvini sono le tempistiche, più che le ragioni della protesta. "Capisco le rivendicazioni dei lavoratori delle ferrovie - ha spiegato il ministro dei Trasporti - ma uno sciopero di 24 ore sarebbe stato insostenibile. A metà luglio, con questo caldo e in queste condizioni, non è uno sciopero che fa bene al Paese. Proprio per questo, prima ho chiesto di dimezzare, non lo hanno fatto, e allora ho precettato".
