Incidente in Lamborghini

Incidente in Lamborghini, la news bomba: “Nessuno ha chiamato l’ambulanza”

Luca De Lellis

Si apre un nuovo scenario nelle indagini che i magistrati stanno portando avanti riguardo al caso dell’incidente fatale per il piccolo Manuel. Proprio nel giorno dei suoi funerali è emerso che, il 14 giugno scorso, "nessuno dei cinque youtuber dei 'TheBorderline' che viaggiavano nella Lamborghini noleggiata avrebbe provato immediatamente a chiamare l’ambulanza". Quantomeno per tentare un salvataggio estremo del bambino ormai in fin di vita, nella Smart guidata da Elena Uccello. Questo quanto riportato dal Corriere della Sera, che aggiunge poi che la mamma e la sorellina erano ancora bloccate nelle portiere della loro auto dopo il violento impatto. E comunque anche loro parecchio malconce, dato che sono finite all’ospedale in codice rosso. Questo atteggiamento di Matteo Di Pietro e degli altri dovrà essere certificato durante il futuro sviluppo delle indagini per omicidio stradale nelle quali sono coinvolti, e in sede processuale.

 

 

Intanto, per comprendere in maniera puntuale le dinamiche dell’incidente, gli inquirenti hanno contattato l’ingegnere forense Lucio Pinchera, che già nel 2020 si occupò del caso di Pietro Genovese, figlio del regista Paolo, che investì e uccise due ragazze una notte a Corso Francia. In quel caso il suo apporto fu determinante per smentire la difesa del ragazzo, la quale sosteneva un andamento di 60 km orari, mentre Pinchera ne rilevò 93. L’ingegnere ha a disposizione due mesi di tempo per fornire risposte agli innumerevoli dubbi che accompagnano la vicenda in cui ha perso la vita Manuel. In sostanza, dovrà valutare la direzione di marcia delle due vetture, nonché quale delle due aveva la precedenza e a che velocità andavano. E poi, Matteo Di Pietro che in quel momento era al volante, stava usando il cellulare al momento dello schianto? Anche questo è un quesito sul quale si dovrà fare chiarezza.

 

 

Stando alle tesi dell’accusa, la Lamborghini viaggiava sui 110 km orari in una strada nella quale il limite consentito è di 30. La difesa ha replicato però che, se anche la violazione del limite fosse certa, i “TheBorderline” non si sarebbero spinti oltre gli 80 km/h. Ci vorrà del tempo per stabilire concretamente come sono andate le cose: analisi sul posto, risultati di rilevazioni attraverso supporti informatici e intoppi che sul percorso delle indagini possono incontrarsi. Ma l’obiettivo della Procura è riportare la verità sulla morte di Manuel. Per la sua famiglia e per tutti coloro che gli volevano bene.