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Anarchici, il caso Cospito ha riacceso la minaccia. Allarme degli 007

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Francesca Musacchio
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La minaccia anarco-insurrezionalista è più concreta e vitale. A dirlo l’Intelligence italiana che ieri ha presentato la Relazione annuale. Il caso di Alfredo Cospito, insieme ad altri pronunciamenti giudiziari emessi nel corso del 2022 a carico di militanti anarchici, ha fornito nuovo slancio per portare avanti le battaglie dell’attivismo anarchico.

Trentuno in tutto gli attacchi registrati in Italia nel 2022, di cui 14 ai danni di obiettivi legati ai settori della tecnologia, comunicazioni e trasporti, 6 contro istituti di crediti e Poste italiane e 5 contro forze dell’ordine, sistema giudiziario e carceri. La fiamma mai sopita dell’anarchia, dunque, ha ripreso nuovo vigore e, secondo gli 007, «le evidenze acquisite nel 2022, puntualmente condivise con le Forze di polizia, hanno nuovamente qualificato la minaccia anarco-insurrezionalista come la più concreta e vitale, caratterizzata da componenti militanti determinate a promuovere, attraverso una propaganda di taglio fortemente istigatorio, progettualità di lotta incentrate sulla tipica "azione diretta distruttiva"».

Ma non solo. Nel 2022, grazie anche alla battaglia per chiedere l’annullamento del 41 bis per Cospito, si è rinsaldato il collegamento con l’estero, sia in vari Paesi europei che in Sud America e negli Stati Uniti, attraverso azioni e mobilitazioni peril «compagno in carcere». Tuttavia, la lotta al 41 bis non avrebbe creato la temuta saldatura con le organizzazioni mafiose. «Per quanto riguarda la saldatura con realtà criminali non c’è alcun elemento che confermi questo. Peraltro è da ritenere potenzialmente improbabile», ha spiegato il direttore dell'Agenzia informazione e sicurezza interna (Aisi), Mario Parente. Intanto, la vicenda di Alfredo Cospito, che da lunedì è tornato nel carcere di Opera dopo alcuni giorni trascorsi all’ospedale San Paolo, potrebbe continuare ad avere ulteriori sviluppi giudiziari. La difesa dell’anarchico, in sciopero della fame da ottobre scorso, ha fatto sapere che valuta il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo dopo il rigetto della richiesta di revoca del 41 bis arrivato dalla Corte Costituzionale venerdì scorso.

Sul versante delle presunte rivelazioni e utilizzazione del segreto d’ufficio, invece, lunedì il vicepresidente del Copasir, Giovanni Donzelli, è stato sentito dai pm di Roma come persona informata sui fatti proprio in relazione all’indagine in corso. Il 17 febbraio scorso è stato sentito il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, iscritto nel registro degli indagati, la cui la difesa ha presentato in Procura una memoria. 

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