scenario da incubo

Dario Fabbri rivela il messaggio nascosto di Putin: resa dell'Occidente o terrore nucleare

Le parole del presidente russo Vladimir Putin a un anno dall'invasione dell'Ucraina - e all'indomani della visita di Joe Biden a Kiev e mentre è in corso quella della premier Giorgia Meloni - riprendono alcuni leit motiv della retorica dello Zar. Ma tra le righe del discorso ai parlamentari russi ci sono segnali inequivocabili per l'Occidente che non passano inosservati agli analisti. A passare al setaccio le parole di Putin  nel corso di Diario di guerra, lo speciale di La7 condotto da Enrico Mentana, è Dario Fabbri, direttore della rivista di geopolitica Domino. 

 

Tra i passaggi del discorso di Putin su cui si sofferma l'attenzione dell'analista c'è quello sul possibile utilizzo di armi atomiche: "Non useremo per primi le armi nucleari. Ma se lo fanno gli Stati Uniti dobbiamo essere pronti. Nessuno si faccia illusioni, la parità strategica non deve essere infranta". "Il messaggio è chiaro", commenta Fabbri che "traduce" il ragionamento di Putin: "Se ci trovassimo davvero con le spalle al muro, se perdessimo sul terreno, saremmo pronti anche a utilizzare l'arma nucleare. Il sottotesto è questo" spiega l'analista. Per lo Zar è una guerra che non si può perdere, e in questo ambito è pronto a ingaggiare una nuova "corsa all'arma nucleare con gli Stati Uniti d'America e altri, da adesso a sine die. Il messaggio di Putin è: noi questa guerra non possiamo perderla e se fossimo in difficoltà estrema saremmo pronti a usare il nucleare, altrimenti non avrebbe senso parlarne" ribadisce Fabbri. 

 

"Il messaggio all'Occidente è chiaro: dovete o trattate con noi e considerare le nostre annessioni, se non le accettate dovete mettervi in testa che potremmo utilizzare l'arma nucleare", afferma l'analista rimarcando il ragionamento dello Zar. Putin fa un discorso "di lungo periodo", spiega Fabbri, quella in Ucraina è "una guerra esistenziale, antropologica e di lunghissimo periodo in cui nulla può essere escluso". E se la Russia rischia di perderla, "tanto vale far saltare tutto".