ricerca
Covid, arriva il test che individua le varianti. Cosa cambia per terapie e monoclonali
Un test che stabilisce quale variante del Covid è presente nell'organismo. L'innovazione permetterà di calibrare l'intervento medico noi base alla mutazione del virus, ma anche fornire elementi tempestivi sulla diffusione nella comunità e identificare ceppi emergenti. A realizzare il nuovo test, che si chiama CoVarScan, sono stati i ricercatori dell’UT Southwestern Medical Center di Dallas che hanno pubblicato lo studio sulla rivista scientifica Clinical Chemistry.
Leggi anche: In Onda, Andrea Crisanti contro i tamponi fai da te: chi li ha autorizzati. L'esperto denuncia tutto
Stabilire con sicurezza il tipo di variante di Covid permette ad esempio di individuare tempestivamente la terapia migliore in special modo con gli anticorpi monoclonali. "Utilizzando questo test, possiamo determinare molto rapidamente quali varianti sono presenti nella comunità e se una nuova variante sta emergendo", sono le parole Jeffrey SoRelle, professore di patologia a capo del gruppo di ricerca, riportate dal Corriere della sera.
Ma le varianti cambiano rapidamente. "Una critica comune a questo tipo di test è che richiede un adeguamento costante per le nuove varianti, ma il CoVarScan non ha avuto bisogno di alcun adeguamento in più di un anno e continua a funzionare molto bene", spiega il ricercatore americano, "in futuro, se avessimo bisogno di aggiustarlo, potremmo facilmente aggiungere al test altri 20 o 30 hotspot".
Il test sarà utile soprattutto per scegliere le terapie precoci in modo mirato. Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiana, sottolinea sempre al Corriere come i nuovi test offrono il vantaggio di conoscere rapidamente la diffusione di un ceppo anche se "non conosciamo quale sarà il costo del dispositivo, quindi al momento non possiamo valutare se i costi-benefici saranno reali".
Leggi anche: Lo spot per la quarta dose di vaccino è un clamoroso autogol: tutti senza mascherina nell’ambulatorio
Il microbiologo sottolinea inoltre come per contrastare il Covid-19 oggi "si utilizzano gli stessi antivirali a prescindere dalle varianti", ma "se in futuro saranno disponibili terapie ad hoc a seconda delle varianti il test potrà essere molto utile". Diverso il discorso per i monoclonali, che funzionano "in modo diverso a seconda del ceppo" e pertanto il test potrebbe rivelarsi molto utile.