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Studio choc di Science, ecco i veleni "legali" che causano ritardi nei bambini. Le sostanze da evitare assolutamente

Sostanze contenute in modo del tutto legale in prodotti consumati quotidianamente potrebbero provocare gravi danni ai bambini attraverso l'assorbimento durante la gravidanza. Disturbi del linguaggio e non solo che potrebbero essere legati a quello che mangiamo - ma anche all'acqua che beviamo e all'aria che respiriamo -  e alla combinazione di sostanze nocive "tollerate" nei nostri alimenti almeno fino a un certo limite. Ma cosa succede quando interagiscono tra di loro? 

Uno studio pubblicato su Science guidato da scienziati italiani e finanziato dalla Commissione Europea vuole fare luce su una serie di 15 tra molecole  e sostanze chimiche definite "interferenti endocrini". Nel dettaglio si tratta di "bisfenoli, ftalati, pfas e molte altre", spiega a Repubblica Giuseppe Testa, coordinatore della ricerca, professore di biologia molecolare all'università di Milano. Parliamo di sostanze "estremamente pervasive, presenti nella vita di ogni giorno, che entrano nel nostro organismo attraverso cibo, acqua e aria e contro le quali non abbiamo protezioni o quasi".

 

Tutto si basa sui dati relativi a duemila donne incinte seguite in Svezia. "Viste singolarmente, queste sostanze rientrano tutte nei limiti di legge. Il problema è che nessuna norma prende in considerazione il loro effetto combinato. E messi tutti insieme, gli interferenti endocrini possono essere davvero pericolosi", spiega il professore. I risultati sono allarmanti: il 10% dei bambnni nati dalle mamme con i valori di interferenti endocrini più alti ha una probabilità 3,3 volte più alta di soffrire di un problema dello sviluppo neurologico e del linguaggio.

 

I bambini che durante la gravidanza sono stati più esposti a queste sostanze attraverso la placenta, a 30 mesi usavano meno di 50 parole, indice di un ritardo significativo del linguaggio. Ma le sostanze sotto accusa possono interferire anche con la produzione di vari ormoni, fra cui quello della tiroide, influire sullo sviluppo del cervello e agire da concausa del ritardo dello sviluppo cognitivo e dell'autismo.