I dati dell'Iss

La verità sui vaccini: no vax in terapia intensiva 30 volte di più di chi ha la terza dose

Fosca Bincher

Adesso è una certezza che poggia anche sui numeri: indipendentemente dalla variante che contagia, la protezione vaccinale si dimezza sostanzialmente a quattro mesi dalla seconda dose ricevuta. E tutti gli indicatori dicono che rischia di più il contagio chi non è vaccinato ma soprattutto rischia molto di più di finire in ospedale o in terapia intensiva. “Il Tempo” ha elaborato i dati relativi a circa un mese di pandemia pubblicati il 5 gennaio nel Bollettino di sorveglianza dell'Istituto superiore di sanità per capire cosa accade realmente a non vaccinati, vaccinati con una sola dose, vaccinati con doppia dose da più di 4 mesi, vaccinati con doppia dose da meno di 4 mesi e vaccinati con tripla dose ogni 100 mila italiani che siano nella stessa condizione per quel che riguarda contagi, ospedalizzazioni, terapie intensive e decessi. E i dati sono praticamente identici fra chi è vaccinato da più di quattro mesi e chi invece ha ricevuto una sola dose. Così come non sono dissimili fra le platee di chi ha ricevuto la terza dose e quella di chi ne ha ricevute solo due da meno di quattro mesi. Ma ecco i numeri, relativi a circa un mese di pandemia.

 

 

 

 

I contagi. Ogni 100 mila non vaccinati sono risultati positivi al virus 3.770 di loro, e con lo stesso criterio sono risultati contagiati 2.190 italiani che avevano solo una dose, 2.104 che avevano ricevuto due dosi da più di 120 giorni, 1.678 con due dosi ma da meno di 120 giorni e 978 italiani che avevano già ricevuto la terza dose. Se si mettono insieme i vaccinati con una, due o tre dosi, si può dire che nei numeri assoluti ci sono molti più vaccinati contagiati che non vaccinati, e questo dato ha certo un rilievo per chi deve affrontare misure di contenimento della pandemia. Ma un non vaccinato ha 3,8 volte più probabilità di essere contagiato rispetto a chi ha ricevuto la terza dose e 2,2 volte più probabilità di contagiarsi rispetto a un vaccinato con due dosi da meno di 120 giorni. Quindi: chi pensa a frenare la curva dei contagi non può inseguire solo i no vax, perché sono numericamente la minoranza, ma dovrebbe cercare misure di contenimento anche per i vaccinati. Chi pensa alla sua salute invece guardi i numeri per capire che senza vaccino rischia di più il contagio. E ben di più dopo.

 

 

 

 

Le ospedalizzazioni. Qui le differenze salgono tanto. Ogni 100 mila di ciascuna categoria finiscono in ospedale 124 non vaccinati; 25,9 vaccinati con una sola dose; 25 vaccinati con doppia dose da più di quattro mesi; 7,7 vaccinati con doppia dose da meno di 4 mesi e infine 6,7 vaccinati con terza dose. Questo significa che un non vaccinato finisce in ospedale 18,5 volte più di chi ha tre dosi di vaccino; 16,1 volte più di chi ha due dosi di vaccino da meno di 120 giorni, e circa 5 volte di più sia di chi ha una sola dose di vaccino che di chi ha completato il ciclo vaccinale ma da più di 4 mesi. Le terapie intensive. Anche qui i numeri confermano la protezione del vaccino e la perdita di una dose dopo 120 giorni dalla seconda inoculazione. Ogni 100 mila di ciascuna categoria entrano in terapia intensiva 18 non vaccinati; 1,9 con una sola dose o con due dosi da più di 120 giorni e infine 0,6 con la terza dose o con due dosi da meno di 4 mesi. Il rapporto è indiscutibile. Senza vaccino si rischia la terapia intensiva 30 volte di più di chi è vaccinato con tre dosi o con due ma da meno di 4 mesi e 9,4 volte più di chi ha una sola dose di vaccino o ne ha ricevute due, ma da più di 4 mesi (qui i dati sono proprio identici).

 

 

 

I decessi. Sempre nello stesso arco di tempo sono purtroppo morti ogni 100 mila italiani nelle stesse condizioni 17,5 privi di vaccino; 5,6 vaccinati con una sola dose; 4,9 vaccinati con due dosi da più di 4 mesi; 1 vaccinato con 3 dosi e 0,9 vaccinati con due dosi da meno di 120 giorni. Un non vaccinato ha dunque 19,4 più probabilità di morire di chi ha la doppia dose di vaccino da poco tempo; 17,5 volte più rischio di morte di chi ha la terza dose; 3,6 volte più probabilità di lasciare questo mondo di un vaccinato con doppia dose da più di 4 mesi e infine 3,1 volte più rischio letale di chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino.