Cerca
Cerca
Edicola digitale
+

Rientro a scuola, il ministro Bianchi frena i presidi: "No alla Dad, si torna in presenza"

  • a
  • a
  • a

Lunedì 10 gennaio si torna in classe senza ripensamenti anche se la situazione epidemiologica è allarmante a causa della variante Omicron. I presidi sono preoccupati e hanno chiesto per il mese di gennaio la didattica a distanza senza tornare dalle vacanze natalizie. Solo tra gli studenti sono 320mila quelli attualmente positivi. "Numeri altissimi" denunciano. Eppure il ministro della Scuola Patrizio Bianchi la richiesta non l'ha nemmeno presa in considerazione. Il governo tira dritto anche se il tracciamento è completamente andato in tilt, non si trova posta per fare un tampone molecolare nemmeno a pagarlo oro e i rapidi anche se previsti dal decreto non sono attendibili. Insomma si rischia la strage di contagi con la curva in costante aumento e gli ospedali in sofferenza.

"Nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza" ha replicato il ministro agli oltre duemila presidi preoccupati. "Siamo molto attenti alle voci che ci arrivano dal Paese, ma anche alle tante voci che ci dicono che la scuola debba restare in presenza". L'appello a posticipare la riapertura delle scuole, recuperando poi i giorni persi a giugno, è arrivato anche da Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri: "La situazione è abbastanza critica e di fronte a questo scenario vista la diffusione attuale del virus credo che posticipare l'apertura delle scuole di 15 giorni e magari allungare di due settimane la frequenza in presenza a giugno possa essere una decisione di buonsenso". Ma il governo tira dritto.

Dai blog