covid

"Meno cattiva contro il polmone". Sileri fa il punto sulla variante Omicron

 «I numeri salgono e continueranno sicuramente a salire, però mutuando l’esperienza inglese, non sembrerebbe che l’aumento dei contagi porti a un aumento cospicuo dei ricoveri in ospedale e del numero dei morti. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che questa nuova variante sia più diffusiva, ma meno aggressiva, meno cattiva contro il polmone, portando meno persone in ospedale. Inoltre, molte meno persone vanno in ospedale perché vaccinate».

 

Lo afferma Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, a Radio Cusano Campus. Sulla dose booster per gli under 18: «È giusto che i tempi, se ne necessario, li detti la scienza. Sarà nel caso una decisione guidata dai dati». Sulla quarta dose: «Secondo me è prematuro parlare di quarta dose, vediamo cosa accade con il passaggio di questa variante. Vediamo i numeri, vediamo i ricoveri, vediamo quanto funzionano bene le terze dosi contro la variante. In questo momento andiamo avanti con le prime dosi perché non l’ha fatta e con la terza dose per il richiamo, poi la scienza ci dirà cosa è necessario».

 

«Credo che un maggiore utilizzo dei tamponi, con una variante molto diffusiva come questa, per alcune determinate circostanze e con dei criteri ben definiti, può essere un’opportunità per limitarne la diffusione - dice sulla possibilità del tampone per i vaccinati - Un uso maggiore dei tamponi è sempre auspicabile per individuare il virus e le catene di contagio. Il problema è che con la variante Omicron ci saranno tante persone positive e questo porta a tante persone in isolamento. Individuare queste catene di contagio ne riduce la diffusione e anche l’impatto».

 

Sulla possibilità dell’obbligo vaccinale in tutti i luoghi di lavoro: «Se ne parlerà in cabina di regia. Il mio parere è che serve la terza dose che riduce notevolmente le chance di prendersi, trasmettere o stare male, anche con la variante Omicron. Io ho sempre detto che con il vaccino riduci notevolmente le chance di prenderti il virus, è chiaro che c’è una quota di persone vaccinate che il virus possano prenderselo uguale, ma è molto difficile che vadano in ospedale. In questo momento con i numeri che abbiamo della vaccinazione l’obbligo va soppesato per altri tipi di lavoratori, vanno interpretati bene i numeri. Lascerei alla cabina di regia un’eventuale decisione del genere, ma in questo momento non penserei a un obbligo generalizzato».

«Ogni 10mila bambini contagiati, 65 vanno in ospedale e purtroppo uno di loro muore – ha dichiarato Sileri – Io non ci penserei due volte a vaccinare mio figlio sapendo che c’è una possibilità su 10mila che possa morire di Covid. Oltre alla morte e alla guarigione c’è il long Covid che può riguardare il 10-12% dei bambini».