intransigenti

"Feticcio politico" il ritorno di Massimo Galli. Virologi in campo, è già scontro sull'addio alla mascherina all'aperto

I cugini francesi salvo ripensamenti diranno addio alle mascherine all'aperto il 30 giugno. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, si dice possibilità: "ipotesi realistica", ha detto lunedì 14 giugno in un'intervista sottolineando però i rischi delle varianti che potrebbero rallentare l'alleggerimento dei divieti, come sta accadendo in Gran Bretagna. 

 

L'ipotesi della caduta dell'ultimo tabù scatena così i chiusuristi capitanati da Massimo Galli che non esita un istanti a bocciare la proposta attesa da milioni di italiani, molti dei quali sono da oggi in zona bianca. "Non trovo utile mettersi a discutere sul ’sì o no' alla 
mascherina. Sappiamo che ci ha aiutato tanto. E i dati ci dicono che funziona. Fino a quando siamo messi così, prima di mollarla bisogna pensarci. Certo non la mettiamo mentre mangiamo al ristorante o quando andiamo a fare il bagno, ma meglio avercela a portata di mano e usarla quando serve e con giudizio", ha detto all'Adnkronos Salute il direttore di Malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano, commentando lo stop alla mascherina all’aperto in Francia dal 30 giugno. Purtroppo, sottolinea, "la questione della mascherina sta diventando un feticcio politico per ’captatio benevolentiae'. La mascherina è uno strumento, è un device. Molto consigliabile, in ogni caso, alle persone più fragili che devono affrontare situazioni in cui ci siano più persone", conclude Galli.

 

"Fino a qualche giorno fa sarei stata assolutamente favorevole. Ma visto che la variante Delta" di Sars-CoV-2, nota anche come variante indiana, "è arrivata anche in Italia, ancora per fortuna con numeri contenuti, direi di proseguire con la misura della mascherina in modo da essere maggiormente protetti", è l'invito alla cautela di Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano. 

 

"Ancora non sappiamo - spiega - quale sarà l’evoluzione della diffusione di questa variante" nella Penisola. "Condivido la preoccupazione di Draghi sulla variante Delta"», ha aggiunto l’esperta, dopo che durante il G7 il premier ha prospettato la possibilità di prevedere la quarantena per chi arriva dal Regno Unito, se in Uk i contagi correlati al mutante continueranno ad aumentare. "Ma le restrizioni di arrivo dalla Gran Bretagna non valgono, se non per un filtro a maglie molto larghe - ha avvertito Gismondo - Credo che nei prossimi giorni dobbiamo stare a osservare bene l’evolversi della situazione, per capire come agire e che cosa ci aspetta nel prossimo futuro". Insomma, la svolta tanto attesa per luglio potrebbe tardare ad arrivare.