in cella

Fabrizio Corona è tornato in carcere. Le parole affidate a Giletti: sono pronto a morire

Si sono aperte ieri sera le porte del carcere di Monza per Fabrizio Corona. L'ex agente fotografico erra ricoverato da dieci giorni  nel reparto di psichiatria dell'ospedale Niguarda di Milano dopo gli atti di autolesionismo postati sui social ella revoca degli arresti domiciliari decisa dai giudici.

 

In questi giorni Corona ha fatto lo sciopero della fame mentre i suoi legali Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra hanno contestato il provvedimento della Sorveglianza che avrebbe disatteso le relazioni che suggerivano un percoso di cure fuori dal carcere. NIente da fare, ieri sera Corona è rientrato in carcere per scontate la pena residua di un cumulo di condanne. 

 

In un messaggio fatto arrivare a Massimo Giletti letto domenica sera a Non è l'Arena Corona lanciava parole pesanti e drammatiche: "Sono pronto a morire. Quando il giorno della revoca mi sono tagliato con una lama affilata il braccio sinistro maciullandomi non ho provato dolore, quando ho rotto il vetro infrangibile dell'ambulanza con le braccia che spruzzavano sangue io non avevo dolore, non avevo paura e non mi interessava il rischio della morte. Oggi sono pronto a morire  per i miei diritti", le parole di Corona che dichiarava che "nulla era premeditato", a partire dal sangue durante gli atti di autolesionismo in diretta social e la resistenza agli agenti che volevano arrestarlo.