Giustizia: Pg Nanni, 'numeri impietosi rispetto a Ue, pesano scelte di politica criminale'
Milano, 31 gen. (Adnkronos) - Una carenza di organico "gravissima" - che si ripercuote in un aumento delle processi non conclusi del 15,82% con percentuali del +22,33% a Milano e un incremento di richieste di archiviazione per prescrizioni di circa il 10% nel Distretto giudiziario - e con carichi di lavoro per i magistrati, nel confronto con l'Europa, impietosi a causa di una politica che continua ad aumentare i reati. E' il quadro della giustizia che la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni tratteggia in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario che vede presente anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
La procuratrice generale che cita alcune delle principali inchieste - dall'indagine sulle tifoserie all'inchiesta Equalize, dal contrasto dei fenomeni di caporalato nella moda alla lotta contro la criminalità organizzata - offre un confronto che supera i confini. "Ogni 100.000 abitanti sono presenti in media a livello europeo 11,2 pubblici ministeri, in Italia i pm sono 3,8; gli avvocati, sempre ogni 100.000 abitanti, a livello europeo sono 155,5, in Italia 398,7. In Europa la cause assegnate annualmente al singolo pubblico ministero sono in media 204 secondo il rilevamento del 2022, fino ad un massimo di 266 in epoca pre-Covid sempre su singolo magistrato inquirente; in Italia la percentuale media di nuove cause assegnate al singolo pubblico ministero è stata di 1.192 nel 2022; in Lombardia ben quattro Procure hanno superato la soglia delle mille cause sopravvenute per ogni sostituto procuratore calcolando le presenze al 30 giugno 2025, e di queste la Procura di Busto Arsizio si mantiene oltre le mille cause pro capite" spiega. "Da noi le impugnazioni di legittimità, sono oltre tre volte quelle medie europee su un campione di 100 abitanti" precisa.
"Numeri, incompatibili con qualsiasi ipotesi di riorganizzazione del sistema, derivanti principalmente da precise scelte di politica criminale” e "con una tendenza sempre più marcata all'utilizzo della legislazione penale come strumento di governo di fenomeni sociali eterogenei" evidenzia la Pg Nanni. "Non possono essere sottovalutati i rischi di tali interventi: è ampiamente riconosciuto dalla letteratura scientifica che né l'inasprimento delle pene né l'ampliamento delle fattispecie incriminatrici producono effetti significativi in termini di deterrenza. Inoltre ne può derivare un'espansione progressiva e spesso disordinata dell'ambito penalistico con gravi problemi interpretativi e di diritto intertemporale che influiscono assai negativamente sulla razionalità complessiva del sistema" conclude.
Dai blog
Torna il sogno Spice Girls: la reunion si avvicina
Scocca l'OraZero: "L'abbraccio dei fan mi ripaga di tutto"