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La Raggi assegna le case. Agli stranieri

Il 40% degli appartamenti dato a immigrati. La rabbia degli italiani

Furbetti

ll nome più frequente è Mohammed, che nella lista compare ben sei volte, poi c’è Fatiha, Banday Ali, Kabir, Abdel, Moustafa, Vadim, Fatou, Theresiamma, Gerald, Vivian, Maryam, Edna, Valentyna, Czeslawa, e perfino Jesus. Anche se non sembra, l’elenco di questi nomi, mette in fila uno dopo l’altro i nuovi inquilini dei 55 alloggi popolari (53 quelli presenti nel documento) assegnati a Roma dall’amministrazione grillina nel dicembre dello scorso anno.

Ventuno sono stranieri, il 40% del totale. «Un risultato significativo. Scroccopoli è finita», aveva commentato il sindaco Virginia Raggi, annunciando sulla sua pagina Facebook il cambio di passo nella gestione delle case popolari. Operazione sacrosanta e, giusta- mente, acclamata dalla gente per bene. Eppure che lascia con l’amaro in bocca le tantissime altre famiglie italiane, romane, in graduatoria anche loro. Dietro a chi, immigrato e senza lavoro, ha visto schizzare la sua posizione ai primi posti.

Sacrosanto l’assunto per il quale l’alloggio popolare spetti al cittadino bisognoso, è d’obbligo tuttavia considerare come la livella sociale rischi di generare rabbia e tensione in una già complicata convivenza. Come accaduto a Tor Bella Monaca pochi mesi fa, quando lo sgombero di un appartamento occupato abusivamente da una famiglia di marocchini e l’assegnazione a un’altra della stessa nazionalità per poco non sfociò in una guerra civile nella palazzina a due passi da via dell’Archeologia. Lì, al 7 di via Giacomo Galopini, la gente scese in strada a protestare, arrivarono le forze dell’ordine coi blindati. «Il racket delle occupazioni "vende" gli appartamenti per poche migliaia di euro a disperati pronti a legittimare con i soldi la loro azione di forza - racconta Alessio N. -. Tantissimi romani, italiani, sono in attesa di una sistemazione degna. Pensare prima a noi è forse razzismo?».

«È intollerabile che una casa popolare su due vada a uno straniero - commenta Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d'Italia -. È bastata una richiesta di accesso agli atti all'assessorato al Patrimonio e politiche abitative per scoprire l’ennesima beffa ai danni degli italiani. Ben 21 dei 55 alloggi assegnati dal Comune (53 nella ista ndr) sono stati assegnati a cittadini stranieri. Una situazione paradossale, se pensiamo a quanti italiani sono senza una casa e in attesa di un alloggio. Pensiamo a tanti padri separati, a persone che hanno perso il lavoro e non possono permettersi un appartamento. A quanti, pur avendo i requisiti necessari, sono superati da cittadini stranieri nelle graduatorie. Il nostro Paese deve mettere gli italiani al primo posto, facendoli diventare la priorità nell'erogazione dei servizi e dell'assistenza».

«Ho perso il conto degli anni passati ad aspettare una casa - racconta Manolo S. -. Ho 10 punti, un figlio di 14 anni disabile, ma sono italiano e lavoro pagando le tasse. La sindaca dovrebbe considerare, quando fa questo genere di "operazioni-legalità" che la maggior parte degli stranieri un’occupazione nemmeno la cerca, c’è chi vive spacciando droga, e qui a Tor Bella Monaca è pieno, chi invece fa il venditore ambulante e logicamente figura come povero. Siamo alla follia: una volta Robin Hood ruba- va ai ricchi per dare ai poveri. Ora toglie agli italiani per dare agli stranieri». 

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