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La Regione s'allinea al Campidoglio: presto un Piano Nomadi per sgomberare i campi nomadi abusivi del Lazio, «se ci sono».

«Senzamettere in discussione l'identità nomade - ha detto la Polverini - la Regione si impegnerà per garantire contesti adeguati in termini di servizi e di sicurezza. L'assessore Cangemi - ha spiegato - insieme ai sindaci e ai prefetti sta lavorando in questa direzione e ha già avviato un monitoraggio dei campi nomadi sul territorio regionale per verificare eventuali situazioni di abusivismo». Proprio l'altro ieri, a pochi giorni dal rogo scoppiato nella baraccopoli di via Morselli, il sindaco Alemanno ha annunciato un'intensificazione dei controlli dei vigili urbani sul territorio. Domani si riuniranno le forze dell'ordine per fare il punto della situazione. L'impegno, evidente, promette bene. Per i 2mila nomadi senzatetto che vagano da un campo abusivo all'altro nella Capitale, sarà un autunno nero. E questo numero è solo un'ipotesi del Comune. Potrebbero essere il doppio, senza contare quelli in arrivo dalla Francia, dove le politiche interne sulla sicurezza sono molto più dure che da noi. Migliaia di anime in pena che sotto la pressione di continui controlli saranno costretti a tentare la fortuna in altri comuni laziali. Ma la Polverini non si sbilancia e usa ancora il «se».

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