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Auto rubate e coca, 22 arresti

Silvia Mancinelli Otto milioni di euro l'anno. A tanto ammontava il giro d'affari di un'organizzazione di narcotrafficanti sgominata all'alba di ieri dai carabinieri del Gruppo di Ostia insieme agli uomini della Guardia Civil di Barcellona al termine dell'operazione «Coca rent». Ventidue le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale di Roma Giorgio Maria Rossi su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia. Cento i chili di droga sequestrati in due anni di indagini tra la Spagna, la Francia e l'Italia: 75 di cocaina purissima, 25 di hashish.

Panetti di fumo, ma soprattutto buste di polvere bianca, droga procurata direttamente da trafficanti colombiani con base a Barcellona. Lo stupefacente veniva acquistato dal sodalizio criminale a prezzi concorrenziali – non oltre i 33 mila euro al chilo – e rivenduto nel Bel Paese a 45 mila euro. Una volta presa, la merce veniva caricata da fidati corrieri in appositi nascondigli ricavati dai telai di macchine clonate appositamente per il trasporto della droga. A Roma poi arrivava in autostrada o via mare con scali ai porti di Genova e Civitavecchia. La città catalana da una parte e la Capitale dall'altra: queste le due basi operative per lo stoccaggio e il commercio dello stupefacente. A gestire tutto un unico capo: Walter Domizi, alle spalle un passato di furti e rapine superato dalla ben più fruttuosa attività di trafficante di cocaina che gli aveva regalato una vita da nababbo in una villa da mille e una notte in via Boccea. Uscito di scena il boss, arrestato il 22 ottobre scorso dagli uomini agli ordini di Giuseppe La Gala su mandato di cattura europeo e attualmente detenuto a Barcellona, sono finiti in manette anche i nipoti Enrico e Gianluca Bennato e i fratelli Marco, Stefano e Renato Caramico di Castelnuovo e Luca Nori di Riano «gestori» dello spaccio nei Comuni a nord di Roma.

In trappola anche Toro Gomez e Ottavio Cusella referente di Domizi il primo e appoggio italiano a Barcellona il secondo. A loro si è arrivati grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali e comunque in seguito ai fermi dei numerosi corrieri avvenuti a partire dall'ottobre del 2007 tra Genova, Barcellona, Roma e Francia nel corso dei trasporti o a destinazione. Ingegnosa, per il resto, la tattica studiata dal gruppo per eludere i controlli e i posti di blocco lungo il tragitto. Per trasportare la droga, infatti, venivano utilizzate macchine di grossa cilindrata clonate ed esportate in Spagna. In pratica si individuavano auto identiche a quelle rubate in precedenza e, dalla targa, si risaliva ai dati anagrafici degli ignari intestatari.

Con le loro generalità venivano presentate false denunce di smarrimento delle targhe e dei documenti della macchina «pulita» per richiedere alla Motorizzazione il rilascio delle carte di circolazione e delle targhe montate sulle auto rubate, così al di sopra di ogni sospetto. Le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Ostia sono tuttora in corso: 15 ad oggi gli indagati a piede libero.

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