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IL DIBATTITO SUL FINE VITA

Superati i primi voti segreti al Senato. Biotestamento verso l'approvazione

Superati i primi voti segreti al SenatoBiotestamento verso l'approvazione

Un momento del processo a Marco Cappato per la morte di "Dj Fabo"

La legge sul biotestamento procede spedita verso l'approvazione definitiva. Il provvedimento, da oggi al voto nell'aula del Senato, ha infatti superato indenne lo scoglio dei primi due voti segreti. In particolare, è stato accantonato l'emendamento presentato da Gaetano Quagliariello (Idea) che prevedeva il mantenimento perenne dei trattamenti di sostegno vitale, cioè idratazione e nutrizione. Il voto definitivo sul ddl è previsto per la domani, giovedì 14 dicembre.

A sottolineare la delicatezza del momento è stato il ministro dell'Interno Marco Minniti: "In Senato sul testamento biologico è necessaria la massima presenza. Per questo devo tornare in aula al termine dell’intervento. Siamo agli ultimi giorni di legislatura e non si può sbagliare, meglio evitare errori" ha detto il titolare del Viminale nel corso del suo intervento al convegno di Confindustria sulle previsioni economiche dei prossimi anni.

Anche i senatori cattolici del Pd hanno motivato le ragioni del loro sì: "Voteremo a favore del disegno di legge sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento perché avevamo l’obiettivo di evitare sia l’accanimento terapeutico, sia ogni pratica di suicidio assistito ed eutanasia, e così è. Il fatto che suicidio assistito ed eutanasia non siano esplicitamente escluse è irrilevante, poiché una pratica è consentita solo se espressamente prevista per legge, e ciò non è" recita una nota firmata, tra gli altri, da Rosa Maria Di Giorgi, Stefano Lepri, Roberto Cociancich e Giuseppe Cucca.

A opporsi all'approvazione della legge è invece il Centro Livatino, che si è appellato ai parlamentari affinché si schierino contro "la morte di Stato". "Non è sufficiente, grazie anche alle leggi approvate e alla sentenze pronunciate negli ultimi cinque anni, ritrovarsi in una Nazione che registra un drastico calo delle nascite e un parallelo e altrettanto significativo aumento dei morti? - è il testo dell'appello del Centro Livatino - Perché non rendersi conto che l’eutanasia costituisce il sigillo funesto a un Paese avviato sulla strada della sua scomparsa demografica e culturale? Si faccia prevalere la coscienza sulle indicazioni di partito: non lasciate il suo vostro nome iscritto fra i sostenitori del nuovo totalitarismo".

Proprio mentre in aula andavano in scena le votazioni sul provvedimento, al tribunale di Milano si svolgeva il processo ai danni del radicale Marco Cappato, accusato di aver aiutato "Dj Fabo" ad andare incontro al suicidio assistito in Svizzera. Nel corso del dibattimento, è stato trasmesso il video dell'intervista a Fabo realizzata da Giulio Golia per il programma di Mediaset "Le Iene". Un momento toccante che ha commosso i giudici. "Io vivo nell’impossibilità di fare una passeggiata sul prato o in spiaggia con la mia fidanzata - dice nell'intervista Fabo - vivo nel dolore di non essere più autonomo, di non riuscire a fare anche delle cose semplici. Mi vedi? Come si fa a vivere così? Ti hanno raccontato e ti ho raccontato chi sono e io non posso vivere così".

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